Ciao a tutti
mi sono reso conto che da molto non scrivo sul mio blog personale.
Chi mi conosce sa che sono un responsabile del Rione Santo Spirito del Palio Città di Ferrara, e quindi sa anche quanto in tquesto periodo sia impegnato ad organizzare e a difendere la festa del Palio.
E per non disperdere le forze, io e i contradaioli ci siamo tutti concentrati a tener vivo il blog del rione
quindi potete leggere i miei interventi sul blog del rione
wwww.rionesantospirito.it
ciao e seguiteci......
29 maggio 2007
2 aprile 2007
PRESENTATO IL PALIO DEL 2007.........Considerazioni
Sabato 31 marzo è stato presentato il Palio 2007.
Ci sono state delle belle novità...e altre meno. Credo che il 31 marzo 2007 sia importante quanto il 28 maggio 2006, forse di più del prossimo 27 maggio 2007. Perchè? ma semplicemente perchè in occasioni come queste si vede veramente chi ci crede nel sistema contrada....chi un pò meno e chi nulla!
E poi ancora una volta, e credo che non ce ne fosse bisogno, è stata dimostrata la ottima scelta per il nuovo presidente. Vainer Merighi ha ricevuto dai presenti un applauso che deve essere ricordato non solo per la lunga durata, ma per la passione messa nella forza del gesto.
Il 31 marzo è diventato veramente il presidente di tutte le contrade!
E di Aldo Modonesi l'assessore al Palio del comune di Ferrara cosa dobbiamo dire? Un enorme grande grazie e la riconferma della stima che ho nei suoi confronti. In questi mesi è stata la persona "importante" più vicina ai nostri vari pensieri, e assieme a lui abbiamo raggiunto gli scopi che ci eravamo prefissati, ma sopratutto lo abbiamo fatto senza mettere in campo sotterfugi, ma le forze che ci sono nel SISTEMA CONTRADA.
Che qualcuno rifletta su quanto è successo il 31 marzo, che pensi al futuro non solo guardando il passato, ma prendendo coscienza che c'è chi parla e chi agisce ragionando!
Qui sta la grande differenza e qualcuno deve scegliere!
Non chiedo che si debba essere pro o contro il nostro SISTEMA CONTRADA, troppi anni ho vissuto con questo peso, chiedo solo di RAGIONARE e DECIDERE, che non stiamo vivendo in un reality, ma stiamo costruendo giorno per giorno un pezzo della nostra storia, un pezzo della nostra cultura, un pezzo della nostra passione.
Hanno detto bando ad AUTOREFERENZIARSI, ma chi l'ha mai fatto? se abbiame urlato chi siamo e cosa facciamo, che male c'è?
Qualcuno ha messo in piazza 10.000 firme, dicendo ", guarda che malloppo che ti porto!""non siamo in pochi a pensare di smetterla". Noi d'altro canto abbiamo messo in piazza (ariostea) 3.000 contradaioli per 36 anni (fate voi la somma e ditemi se il tutto si deve ridurre alla quantificazione numerica...che miseria...).
E' ora di finirla. Io e altri contradaioli rispettiamo chi non la pensa come noi; chiediamo che sia così anche per l'altra parte!, Poi si può iniziare a confrontarci.
Chi ci deride dicendo "ci avete chiamato il giorno prima per presentarci le vostre idee", rispondiamo che le porte delle sedi di contrada sono aperte tutti i giorni, e sono aperte al dialogo.
Ci risentiamo questa sera.
Ci sono state delle belle novità...e altre meno. Credo che il 31 marzo 2007 sia importante quanto il 28 maggio 2006, forse di più del prossimo 27 maggio 2007. Perchè? ma semplicemente perchè in occasioni come queste si vede veramente chi ci crede nel sistema contrada....chi un pò meno e chi nulla!
E poi ancora una volta, e credo che non ce ne fosse bisogno, è stata dimostrata la ottima scelta per il nuovo presidente. Vainer Merighi ha ricevuto dai presenti un applauso che deve essere ricordato non solo per la lunga durata, ma per la passione messa nella forza del gesto.
Il 31 marzo è diventato veramente il presidente di tutte le contrade!
E di Aldo Modonesi l'assessore al Palio del comune di Ferrara cosa dobbiamo dire? Un enorme grande grazie e la riconferma della stima che ho nei suoi confronti. In questi mesi è stata la persona "importante" più vicina ai nostri vari pensieri, e assieme a lui abbiamo raggiunto gli scopi che ci eravamo prefissati, ma sopratutto lo abbiamo fatto senza mettere in campo sotterfugi, ma le forze che ci sono nel SISTEMA CONTRADA.
Che qualcuno rifletta su quanto è successo il 31 marzo, che pensi al futuro non solo guardando il passato, ma prendendo coscienza che c'è chi parla e chi agisce ragionando!
Qui sta la grande differenza e qualcuno deve scegliere!
Non chiedo che si debba essere pro o contro il nostro SISTEMA CONTRADA, troppi anni ho vissuto con questo peso, chiedo solo di RAGIONARE e DECIDERE, che non stiamo vivendo in un reality, ma stiamo costruendo giorno per giorno un pezzo della nostra storia, un pezzo della nostra cultura, un pezzo della nostra passione.
Hanno detto bando ad AUTOREFERENZIARSI, ma chi l'ha mai fatto? se abbiame urlato chi siamo e cosa facciamo, che male c'è?
Qualcuno ha messo in piazza 10.000 firme, dicendo ", guarda che malloppo che ti porto!""non siamo in pochi a pensare di smetterla". Noi d'altro canto abbiamo messo in piazza (ariostea) 3.000 contradaioli per 36 anni (fate voi la somma e ditemi se il tutto si deve ridurre alla quantificazione numerica...che miseria...).
E' ora di finirla. Io e altri contradaioli rispettiamo chi non la pensa come noi; chiediamo che sia così anche per l'altra parte!, Poi si può iniziare a confrontarci.
Chi ci deride dicendo "ci avete chiamato il giorno prima per presentarci le vostre idee", rispondiamo che le porte delle sedi di contrada sono aperte tutti i giorni, e sono aperte al dialogo.
Ci risentiamo questa sera.
19 febbraio 2007
intervista di SPIGOLATURE al Presidente Ente Palio
Palio 2007 – Colloquio con Vainer Merighi (Pres. Ente Palio della Città di Ferrara)
Inviato da Daniela Frondiani
Giovedì 1 Febbraio 2007 abbiamo incontrato il Presidente, Dott. Vainer Merighi, presso i locali dell’Ente Palio della Città di Ferrara.
Prima di iniziare il nostro colloquio sul Palio, i coordinatori del nostro sito, Gian Luca Balestra e Massimo Gherardi, hanno presentato “Spigolature” e ne hanno, soprattutto, illustrato l’obiettivo primario: parlare delle cose che si toccano con mano ossia vedere, raccontare e dare espressione. Hanno sottolineato, inoltre, come la dialettica ed il confronto siano fondamentali, ma ancora più importante sia il “come”, in quanto tutto può essere discusso, purché non venga meno il rispetto delle persone e non si vada a ledere la loro dignità. Le pagine del sito sono uno spazio a disposizione della libera espressione di opinione, in cui possono emergere riferimenti contrari ed opposti, ma espressi sempre nei “dovuti modi” e sempre supportati dalla cultura, non interessando la polemica fine a se stessa.
La nostra chiacchierata, per la quale ringrazio il Presidente, si è svolta in modo del tutto informale ed è iniziata con un’affermazione precisa:
«Le cose che dico le penso.» Procediamo, allora. Come sono stati questi primi mesi di Presidenza dell’Ente Palio, soprattutto, come è stato l’impatto con il mondo del Palio? Si tratta di una realtà che già conosceva o è stata una scoperta? Non intendo come entità astratta, bensì reale perché costituita dalla gente del Palio e da quelle grandi realtà che sono le Contrade come grande aggregazione giovanile o trans-generazionale; insomma, un mondo particolare.
«Sono stato Assessore nel Comune di Ferrara e ho avuto diverse occasioni di confrontarmi con l’Ente Palio, soprattutto, per la predisposizione della Piazza Ariostea, per l’effettuazione delle gare, e con le Contrade, perché nell’incarico precedente ero anche Assessore al Patrimonio del Comune di Ferrara e, quindi, ci siamo impegnati per la ricerca delle Sedi delle Contrade».
Continua: «devo onestamente dire che avevo, veramente, una conoscenza parziale di tutto quello che rappresenta il Palio in quanto tale, ma soprattutto le Contrade. Quindi, la ricchezza in termini umani di questa grande aggregazione che è articolata nel territorio e, per me, è stata una scoperta molto importante che mi ha incitato ad andare avanti, a pensare ad un progetto di innovazione, perché ho capito che dietro c’è tanta disponibilità disinteressata, tanta volontà di fare, ma anche tanta capacità. Ho trovato dei ragazzi e ragazze meravigliosi con voglia di fare, ma anche con competenza e, quindi, questo è un fatto importante».
Aggiunge: «se riusciamo in qualche modo a far capire alla città, complessivamente intesa, che il Palio non è solo la corsa di maggio o solamente le manifestazioni del mese di maggio. Belle e importanti, ma che non sono tutto; se riusciamo a far sì che il Palio e le Contrade siano un po’ meno autoreferenziali, ma siano acquisite come patrimonio proprio della città, ecco questo sarebbe un passo in avanti notevole… Ripeto, ho scoperto con grande piacere che c’è un potenziale, forse ancora inespresso, che ha invece bisogno di esplodere. Il mio compito nei prossimi anni sarà proprio questo: se riuscirò a farlo esplodere, sarà un risultato importante, davvero».
Il nostro è un Palio che dura e vive un anno. La gente ci lavora 365 giorni l’anno, ma -forse troppo spesso- si rischia di non riconoscerlo, perché il culmine sono gli eventi di maggio nonostante la sua realizzazione significhi un anno intero di attività. Mi riferisco, in particolare, al rapporto con la Città ossia due entità troppo spesso intese come distinte. Come si può mediare tra questi due poli? Come si può gestire la comunicazione sul Palio?
«Dobbiamo, in qualche modo, cercare di far sì che il Palio e le iniziative della Corte e delle Contrade diventino patrimonio della città e, quindi, accettato dai cittadini, dagli operatori economici, ecc…» è necessario, precisa, «che il Palio e le sue manifestazioni diventino un viatico per qualcosa e, quindi, riconosciuto per questo qualcosa. Io ho una formazione che, a volte, può apparire anche materialistica, purtroppo, ma l’economia spesso è quella molla che ti fa accettare, che ti fa vedere in modo diverso. Allora, io credo che se il Palio diventa un viatico, ad esempio, per la promozione turistica della città - di questa splendida città - e, quindi, una splendida manifestazione, oppure, un insieme di manifestazioni, questo può essere un ottimo elemento per essere maggiormente accolto e “promozionato” dalla città. » Un progetto complesso e articolato, indubbiamente, «è qui che la mia sensibilità si scosta un po’ dal materialista. Io credo che noi non dobbiamo rinunciare al Progetto Culturale del Palio, cioè a tutto quello che il Palio, che le iniziative della Corte e delle Contrade rappresentano dal punto di vista culturale. » Dobbiamo avere sempre ben presente che «il Palio di Ferrara non è il Palio di Siena, che è la rappresentazione di una battaglia, di una guerra. Il Palio di Ferrara, non a caso, era voluto anche dai Duchi come un momento di gioia, di “giostra”, ecc.., quindi, la differenza è grandissima. Il Palio di Ferrara è strettamente legato al Rinascimento. Dunque, noi, approfondendo culturalmente certi aspetti della vita del Rinascimento e riproponendoli – quasi con una lettura filologica – alla città dei nostri giorni, possiamo non perdere il livello culturale della rappresentazione e corrispondere ad un’esigenza materiale che è quella di far sì che questo strumento – il Palio – divenga un viatico turistico, quindi, economico per la città».
Diviene doveroso compiere alcune scelte, tra cui, «fare in modo che le corse di Piazza Ariostea, quindi l’ultima manifestazione, presentino il minor rischio possibile per le persone e per gli animali. Naturalmente, i rischi non si possono eliminare. Però, siccome questa non è una competizione, non è una guerra, bensì un gioco, dobbiamo creare le condizioni per l’agonismo, ma con lo spirito del gioco. E’ bene impegnarci – come stiamo già facendo – per adottare delle regole che siano regole “stringenti”, sia per l’organizzazione delle strutture, sia per quanto riguarda la scelta dei cavalli, sia per quanto concerne le regole “antidopping” e così via, che ci pongano nella condizione di correre nel miglior modo possibile».
Inoltre «si deve far sì che le nostre manifestazioni – mi riferisco al Giuramento, che è molto suggestivo, al Corteo, alla stessa Corsa del Palio – siano, per così dire, studiate in modo da non perdere il loro valore culturale, il loro valore di riferimento, da essere accettate un po’ di più dai cittadini come momenti dinamici. Vi è la necessità di studiare queste manifestazioni in modo nuovo, proponendole in modo nuovo. Noi, infatti, facciamo delle belle cose, ma abbiamo dei tempi estremamente lunghi, abbiamo dei tempi morti e, ormai, la gente che è abituata allo spot televisivo fa fatica ad accogliere queste cose. Allora, si deve far finta di niente? Io credo di no, perché se si vuole avere una comunicativa anche su queste cose dobbiamo studiare in modo nuovo questi tempi, non per ridurli, ma per renderli non vuoti; per dare una maggiore continuità di veduta, di espressione, perché siano maggiormente accettati dai cittadini.»
Insistendo su questi aspetti, dobbiamo «inventarci anche delle cose nuove; cioè, durante il corso dell’anno - oltre al lavoro fatto dalle Contrade, di studio, di approfondimento, di preparazione - le manifestazioni esterne che proponiamo sono, ad es., gli Omaggi al Duca, che si svolgono da marzo alla fine di aprile, per poi riprendere nella stessa formula in autunno. E’ possibile studiare anche cose nuove, dicevo, ed è qui un altro momento di aggancio con la città, approfondendo dei temi insieme ad alcune istituzioni culturali ferraresi – quindi, non da soli – per proporre cose nuove, magari da farsi, da rappresentare nei contenitori culturali: il Castello Estense, il Palazzo dei Diamanti, Palazzo Schifanoia e, perché no, le Delizie Estensi».
Questo punto mi sembra particolarmente importante. Quali sono i temi sui quali c’è bisogno di ricerca e, forse, maggiore specializzazione sino a coinvolgere le istituzioni culturali ferraresi? «Ad esempio, la musica del Rinascimento, le rappresentazioni teatrali – cogliendone dei momenti – i balletti, la festa di Corte, oppure, anche temi molto importanti, a volte trascurati, che se trattati in un certo modo possono rappresentare un viatico culturale importante, ma anche interessante dal punto di vista della rappresentazione. Basta pensare a come si svolgevano i processi una volta: Ugo e Parisina sono stati condannati, ma come li hanno processati? Hanno avuto la possibilità di difendersi? Quindi, con la collaborazione dell’Istituto degli Studi Rinascimentali, affrontare anche temi di questa natura ed evitare che qualcuno, “con la puzza al naso”, pensi che quello che fa lui è cultura di serie A -e, forse, non ha mai un riscontro esterno- mentre quello che facciamo noi è cultura di serie B. L’incontro con diverse istituzioni culturali può portarci ad un incontro che favorisca, comunque, la sensazione che il Palio è qualcosa di più, di grande e che può offrire culturalmente molto. In questo modo, forse, si è ancora più accettati dalla città, dalla popolazione complessiva. Io credo, quindi, che dovremo lavorare in tale direzione.»
Domando: cosa può comportare tutto questo? «comporta capacità di proposta/e, di programmazione e coerenza nell’impostazione, ma anche nella realizzazione degli obiettivi. Da quest’anno dobbiamo pensare a quello che faremo nel 2008/2009, perché gli approfondimenti culturali di cui si è parlato non si possono inventare e, per farli davvero, occorre del tempo. Tuttavia, se si acquisiscono questi tre elementi – proposte, programmazione, capacità di corrispondere agli obiettivi – io sono convinto che si possano trovare anche nuove risorse. Quest’ultimo è un altro argomento che va affrontato, che poi va a chiudere il cerchio rispetto alle categorie economiche: infatti, queste ultime sono disponibili ad investire se hanno un ritorno.»
Entrando nel merito «Ad esempio, se io ho un progetto che viene condiviso, molto probabilmente posso anche trovare delle risorse private e non più basarmi, soltanto, sulle risorse pubbliche che sono tante – che, almeno in questi anni, sono state considerevoli e ci hanno consentito di arrivare fin qui – ma non sono sufficienti. Siccome la finanza pubblica non gode di un ottimo periodo, forse, dobbiamo trovare anche delle fonti alternative di finanziamento. E credo che questa possa essere la via. Se non affrontiamo anche questo argomento corriamo il rischio, non di esaurire, però di consumare la nostra capacità propositiva e, quindi, di proposta nei confronti della città. E’ chiaro che in un momento di risorse calanti, se non ci si impegna per trovare risorse aggiuntive, non si può pensare di fare qualcosa di più, bensì sempre qualcosa di meno.»
Restando in tema di prospettive e visto che ha parlato di rinnovamento: cosa cambierà per il Palio 2007 e come sarà il Palio 2007?
Colgo nella sua voce un leggero tono di rammarico: «Purtroppo, abbiamo avuto poco tempo perché siamo stati molto impegnati nella formulazione delle nuove regole. Cambierà comunque in modo sostanzioso e sostanziale tutta la regolamentazione che riguarda l’allestimento di Piazza Ariostea, la scelta dei cavalli, il come trattare questi ultimi durante la corsa. Cosicché, quel primo obiettivo che io ponevo, all’inizio del mio ragionamento, lo stiamo già raggiungendo con il 2007.»
Insisto: come vede, personalmente, il Palio 2007?
Sorridendo, «Non ancora ottimale per quanto concerne l’intervento sui tempi. Sui punti morti, per ora, non è possibile programmarlo. Però lo vedo fatto nel modo in cui si diceva prima, con una competizione, ma avente un carattere gioioso e non un carattere di guerra, fatta fuori dallo stadio. Questo è già un fatto culturale notevole. E voglio dire anche a questo proposito, che sono stato favorevolmente impressionato dall’impegno delle Contrade che, subito dopo gli avvenimenti del 28 maggio 2006, proprio alcuni giorni dopo, hanno smesso la rivalità e si sono messe a lavorare insieme per cercare di costruire queste nuove regole. Hanno creato un clima favorevole per questo proposito.»
Piazza Ariostea, per concludere, non rappresenta solo la Corsa dei cavalli o l’agonismo e, nondimeno, il Palio nel suo complesso. E’ un evento culturale. E’ uno spettacolo, una rievocazione storica. Ritiene opportuno e positivo accentuare anche tale aspetto?
Il tono si fa rassicurante: «Quest’anno riusciremo a far emergere ed a far percepire questo aspetto con le nuove regole, mentre negli anni prossimi – 2008/2009 – io credo che dovremmo dare ancora di più in tale direzione: rinnovando/rivisitando la manifestazione, ma senza nulla togliere alla rievocazione storico-culturale del Palio.»
Ci lasciamo con la promessa di tornare a “disturbarlo” anche più avanti. Intendiamo seguire l’evoluzione di questa manifestazione e torneremo a chiedere: cosa sta facendo? A quale punto è arrivato il progetto di sviluppo culturale? Ed avremo molti altri quesiti che matureranno nel tempo.
Vainer Merighi risponde, semplicemente e cordialmente: «Io sono qui.»
Inviato da Daniela Frondiani
Giovedì 1 Febbraio 2007 abbiamo incontrato il Presidente, Dott. Vainer Merighi, presso i locali dell’Ente Palio della Città di Ferrara.
Prima di iniziare il nostro colloquio sul Palio, i coordinatori del nostro sito, Gian Luca Balestra e Massimo Gherardi, hanno presentato “Spigolature” e ne hanno, soprattutto, illustrato l’obiettivo primario: parlare delle cose che si toccano con mano ossia vedere, raccontare e dare espressione. Hanno sottolineato, inoltre, come la dialettica ed il confronto siano fondamentali, ma ancora più importante sia il “come”, in quanto tutto può essere discusso, purché non venga meno il rispetto delle persone e non si vada a ledere la loro dignità. Le pagine del sito sono uno spazio a disposizione della libera espressione di opinione, in cui possono emergere riferimenti contrari ed opposti, ma espressi sempre nei “dovuti modi” e sempre supportati dalla cultura, non interessando la polemica fine a se stessa.
La nostra chiacchierata, per la quale ringrazio il Presidente, si è svolta in modo del tutto informale ed è iniziata con un’affermazione precisa:
«Le cose che dico le penso.» Procediamo, allora. Come sono stati questi primi mesi di Presidenza dell’Ente Palio, soprattutto, come è stato l’impatto con il mondo del Palio? Si tratta di una realtà che già conosceva o è stata una scoperta? Non intendo come entità astratta, bensì reale perché costituita dalla gente del Palio e da quelle grandi realtà che sono le Contrade come grande aggregazione giovanile o trans-generazionale; insomma, un mondo particolare.
«Sono stato Assessore nel Comune di Ferrara e ho avuto diverse occasioni di confrontarmi con l’Ente Palio, soprattutto, per la predisposizione della Piazza Ariostea, per l’effettuazione delle gare, e con le Contrade, perché nell’incarico precedente ero anche Assessore al Patrimonio del Comune di Ferrara e, quindi, ci siamo impegnati per la ricerca delle Sedi delle Contrade».
Continua: «devo onestamente dire che avevo, veramente, una conoscenza parziale di tutto quello che rappresenta il Palio in quanto tale, ma soprattutto le Contrade. Quindi, la ricchezza in termini umani di questa grande aggregazione che è articolata nel territorio e, per me, è stata una scoperta molto importante che mi ha incitato ad andare avanti, a pensare ad un progetto di innovazione, perché ho capito che dietro c’è tanta disponibilità disinteressata, tanta volontà di fare, ma anche tanta capacità. Ho trovato dei ragazzi e ragazze meravigliosi con voglia di fare, ma anche con competenza e, quindi, questo è un fatto importante».
Aggiunge: «se riusciamo in qualche modo a far capire alla città, complessivamente intesa, che il Palio non è solo la corsa di maggio o solamente le manifestazioni del mese di maggio. Belle e importanti, ma che non sono tutto; se riusciamo a far sì che il Palio e le Contrade siano un po’ meno autoreferenziali, ma siano acquisite come patrimonio proprio della città, ecco questo sarebbe un passo in avanti notevole… Ripeto, ho scoperto con grande piacere che c’è un potenziale, forse ancora inespresso, che ha invece bisogno di esplodere. Il mio compito nei prossimi anni sarà proprio questo: se riuscirò a farlo esplodere, sarà un risultato importante, davvero».
Il nostro è un Palio che dura e vive un anno. La gente ci lavora 365 giorni l’anno, ma -forse troppo spesso- si rischia di non riconoscerlo, perché il culmine sono gli eventi di maggio nonostante la sua realizzazione significhi un anno intero di attività. Mi riferisco, in particolare, al rapporto con la Città ossia due entità troppo spesso intese come distinte. Come si può mediare tra questi due poli? Come si può gestire la comunicazione sul Palio?
«Dobbiamo, in qualche modo, cercare di far sì che il Palio e le iniziative della Corte e delle Contrade diventino patrimonio della città e, quindi, accettato dai cittadini, dagli operatori economici, ecc…» è necessario, precisa, «che il Palio e le sue manifestazioni diventino un viatico per qualcosa e, quindi, riconosciuto per questo qualcosa. Io ho una formazione che, a volte, può apparire anche materialistica, purtroppo, ma l’economia spesso è quella molla che ti fa accettare, che ti fa vedere in modo diverso. Allora, io credo che se il Palio diventa un viatico, ad esempio, per la promozione turistica della città - di questa splendida città - e, quindi, una splendida manifestazione, oppure, un insieme di manifestazioni, questo può essere un ottimo elemento per essere maggiormente accolto e “promozionato” dalla città. » Un progetto complesso e articolato, indubbiamente, «è qui che la mia sensibilità si scosta un po’ dal materialista. Io credo che noi non dobbiamo rinunciare al Progetto Culturale del Palio, cioè a tutto quello che il Palio, che le iniziative della Corte e delle Contrade rappresentano dal punto di vista culturale. » Dobbiamo avere sempre ben presente che «il Palio di Ferrara non è il Palio di Siena, che è la rappresentazione di una battaglia, di una guerra. Il Palio di Ferrara, non a caso, era voluto anche dai Duchi come un momento di gioia, di “giostra”, ecc.., quindi, la differenza è grandissima. Il Palio di Ferrara è strettamente legato al Rinascimento. Dunque, noi, approfondendo culturalmente certi aspetti della vita del Rinascimento e riproponendoli – quasi con una lettura filologica – alla città dei nostri giorni, possiamo non perdere il livello culturale della rappresentazione e corrispondere ad un’esigenza materiale che è quella di far sì che questo strumento – il Palio – divenga un viatico turistico, quindi, economico per la città».
Diviene doveroso compiere alcune scelte, tra cui, «fare in modo che le corse di Piazza Ariostea, quindi l’ultima manifestazione, presentino il minor rischio possibile per le persone e per gli animali. Naturalmente, i rischi non si possono eliminare. Però, siccome questa non è una competizione, non è una guerra, bensì un gioco, dobbiamo creare le condizioni per l’agonismo, ma con lo spirito del gioco. E’ bene impegnarci – come stiamo già facendo – per adottare delle regole che siano regole “stringenti”, sia per l’organizzazione delle strutture, sia per quanto riguarda la scelta dei cavalli, sia per quanto concerne le regole “antidopping” e così via, che ci pongano nella condizione di correre nel miglior modo possibile».
Inoltre «si deve far sì che le nostre manifestazioni – mi riferisco al Giuramento, che è molto suggestivo, al Corteo, alla stessa Corsa del Palio – siano, per così dire, studiate in modo da non perdere il loro valore culturale, il loro valore di riferimento, da essere accettate un po’ di più dai cittadini come momenti dinamici. Vi è la necessità di studiare queste manifestazioni in modo nuovo, proponendole in modo nuovo. Noi, infatti, facciamo delle belle cose, ma abbiamo dei tempi estremamente lunghi, abbiamo dei tempi morti e, ormai, la gente che è abituata allo spot televisivo fa fatica ad accogliere queste cose. Allora, si deve far finta di niente? Io credo di no, perché se si vuole avere una comunicativa anche su queste cose dobbiamo studiare in modo nuovo questi tempi, non per ridurli, ma per renderli non vuoti; per dare una maggiore continuità di veduta, di espressione, perché siano maggiormente accettati dai cittadini.»
Insistendo su questi aspetti, dobbiamo «inventarci anche delle cose nuove; cioè, durante il corso dell’anno - oltre al lavoro fatto dalle Contrade, di studio, di approfondimento, di preparazione - le manifestazioni esterne che proponiamo sono, ad es., gli Omaggi al Duca, che si svolgono da marzo alla fine di aprile, per poi riprendere nella stessa formula in autunno. E’ possibile studiare anche cose nuove, dicevo, ed è qui un altro momento di aggancio con la città, approfondendo dei temi insieme ad alcune istituzioni culturali ferraresi – quindi, non da soli – per proporre cose nuove, magari da farsi, da rappresentare nei contenitori culturali: il Castello Estense, il Palazzo dei Diamanti, Palazzo Schifanoia e, perché no, le Delizie Estensi».
Questo punto mi sembra particolarmente importante. Quali sono i temi sui quali c’è bisogno di ricerca e, forse, maggiore specializzazione sino a coinvolgere le istituzioni culturali ferraresi? «Ad esempio, la musica del Rinascimento, le rappresentazioni teatrali – cogliendone dei momenti – i balletti, la festa di Corte, oppure, anche temi molto importanti, a volte trascurati, che se trattati in un certo modo possono rappresentare un viatico culturale importante, ma anche interessante dal punto di vista della rappresentazione. Basta pensare a come si svolgevano i processi una volta: Ugo e Parisina sono stati condannati, ma come li hanno processati? Hanno avuto la possibilità di difendersi? Quindi, con la collaborazione dell’Istituto degli Studi Rinascimentali, affrontare anche temi di questa natura ed evitare che qualcuno, “con la puzza al naso”, pensi che quello che fa lui è cultura di serie A -e, forse, non ha mai un riscontro esterno- mentre quello che facciamo noi è cultura di serie B. L’incontro con diverse istituzioni culturali può portarci ad un incontro che favorisca, comunque, la sensazione che il Palio è qualcosa di più, di grande e che può offrire culturalmente molto. In questo modo, forse, si è ancora più accettati dalla città, dalla popolazione complessiva. Io credo, quindi, che dovremo lavorare in tale direzione.»
Domando: cosa può comportare tutto questo? «comporta capacità di proposta/e, di programmazione e coerenza nell’impostazione, ma anche nella realizzazione degli obiettivi. Da quest’anno dobbiamo pensare a quello che faremo nel 2008/2009, perché gli approfondimenti culturali di cui si è parlato non si possono inventare e, per farli davvero, occorre del tempo. Tuttavia, se si acquisiscono questi tre elementi – proposte, programmazione, capacità di corrispondere agli obiettivi – io sono convinto che si possano trovare anche nuove risorse. Quest’ultimo è un altro argomento che va affrontato, che poi va a chiudere il cerchio rispetto alle categorie economiche: infatti, queste ultime sono disponibili ad investire se hanno un ritorno.»
Entrando nel merito «Ad esempio, se io ho un progetto che viene condiviso, molto probabilmente posso anche trovare delle risorse private e non più basarmi, soltanto, sulle risorse pubbliche che sono tante – che, almeno in questi anni, sono state considerevoli e ci hanno consentito di arrivare fin qui – ma non sono sufficienti. Siccome la finanza pubblica non gode di un ottimo periodo, forse, dobbiamo trovare anche delle fonti alternative di finanziamento. E credo che questa possa essere la via. Se non affrontiamo anche questo argomento corriamo il rischio, non di esaurire, però di consumare la nostra capacità propositiva e, quindi, di proposta nei confronti della città. E’ chiaro che in un momento di risorse calanti, se non ci si impegna per trovare risorse aggiuntive, non si può pensare di fare qualcosa di più, bensì sempre qualcosa di meno.»
Restando in tema di prospettive e visto che ha parlato di rinnovamento: cosa cambierà per il Palio 2007 e come sarà il Palio 2007?
Colgo nella sua voce un leggero tono di rammarico: «Purtroppo, abbiamo avuto poco tempo perché siamo stati molto impegnati nella formulazione delle nuove regole. Cambierà comunque in modo sostanzioso e sostanziale tutta la regolamentazione che riguarda l’allestimento di Piazza Ariostea, la scelta dei cavalli, il come trattare questi ultimi durante la corsa. Cosicché, quel primo obiettivo che io ponevo, all’inizio del mio ragionamento, lo stiamo già raggiungendo con il 2007.»
Insisto: come vede, personalmente, il Palio 2007?
Sorridendo, «Non ancora ottimale per quanto concerne l’intervento sui tempi. Sui punti morti, per ora, non è possibile programmarlo. Però lo vedo fatto nel modo in cui si diceva prima, con una competizione, ma avente un carattere gioioso e non un carattere di guerra, fatta fuori dallo stadio. Questo è già un fatto culturale notevole. E voglio dire anche a questo proposito, che sono stato favorevolmente impressionato dall’impegno delle Contrade che, subito dopo gli avvenimenti del 28 maggio 2006, proprio alcuni giorni dopo, hanno smesso la rivalità e si sono messe a lavorare insieme per cercare di costruire queste nuove regole. Hanno creato un clima favorevole per questo proposito.»
Piazza Ariostea, per concludere, non rappresenta solo la Corsa dei cavalli o l’agonismo e, nondimeno, il Palio nel suo complesso. E’ un evento culturale. E’ uno spettacolo, una rievocazione storica. Ritiene opportuno e positivo accentuare anche tale aspetto?
Il tono si fa rassicurante: «Quest’anno riusciremo a far emergere ed a far percepire questo aspetto con le nuove regole, mentre negli anni prossimi – 2008/2009 – io credo che dovremmo dare ancora di più in tale direzione: rinnovando/rivisitando la manifestazione, ma senza nulla togliere alla rievocazione storico-culturale del Palio.»
Ci lasciamo con la promessa di tornare a “disturbarlo” anche più avanti. Intendiamo seguire l’evoluzione di questa manifestazione e torneremo a chiedere: cosa sta facendo? A quale punto è arrivato il progetto di sviluppo culturale? Ed avremo molti altri quesiti che matureranno nel tempo.
Vainer Merighi risponde, semplicemente e cordialmente: «Io sono qui.»
15 febbraio 2007
OCCHIO PER OCCHIO=OCCHIACCE
...A VOLTE COME SI FA A NON.......(ricordo che siamo sul mio Blog personale) CONDIVIDERE
«Non vedrete mai i miei occhi sui manifesti con l'implorazione: fidatevi di me...»Il Resto del Carlino del 15/02/2007 ed. FERRARA p. III
«RASSICURO i ferraresi, non arriveremo ai manifesti con gli occhi del sindaco e l'implorazione: fidatevi di questi e non di quelli di qualcun altro...». Se a Giulio Barbieri di Io Amo Ferrara Sateriale riserva una frecciata scherzosa, con i promotori del referendum autogestito è più duro: «La partecipazione dei cittadini merita, ed avrà, rispetto e considerazione - afferma -; ma non si può mettere fra parentesi il metodo fuorviante della consultazione. Associare progetti industriali all'aumento delle malattie, com'è stato fatto, avrebbe spinto anche me a scrivere no grazie». Poi il sindaco bolla come «inesatte e distorte le schede: dire che gli impianti inquineranno più di quelli attuali è falso, e falsificare una domanda non è una bella prova di trasparenza». E più in generale il sindaco lamenta «altre informazioni non veritiere. Nessuno dice che a Ferrara sono già stati chiusi due inceneritori o che il futuro impianto di Hera opererà a temperature più basse del precedente. Tutti, dal comico genovese ai comitati, affermano che le nanoparticelle sono prodotte dalla combustione a temperature elevate». Malgrado ciò, Sateriale dice di non avere problemi ad incontrare i comitati se dagli ambientalisti partirà questa istanza: «Ho ricevuto le firme dei cittadini che mi chiedevano di non smantellare il Sant'Anna, e tra l'altro se mi avessero sottoposto quella petizione invece che 11 mila le adesioni sarebbero state... 11 mila e una perchè avrei firmato anche io; ho accettato le chiavi dei commercianti che protestavano per il piano del traffico, e di recente le lenzuola di Legambiente». Nemmeno l'imbarazzo di ritrovarsi come interlocutore l'ex city manager Valentino Tavolazzi, smanioso per molti di candidarsi a sindaco nel 2009? «E' anche vicepresidente di Medicina Democratica: cercherò solo di scansare la visita - chiude il sindaco -. So che è un ingegnere, non è che mi fidi troppo a stendermi sul lettino, benché sia tanto... democratico».s. l.
«Non vedrete mai i miei occhi sui manifesti con l'implorazione: fidatevi di me...»Il Resto del Carlino del 15/02/2007 ed. FERRARA p. III
«RASSICURO i ferraresi, non arriveremo ai manifesti con gli occhi del sindaco e l'implorazione: fidatevi di questi e non di quelli di qualcun altro...». Se a Giulio Barbieri di Io Amo Ferrara Sateriale riserva una frecciata scherzosa, con i promotori del referendum autogestito è più duro: «La partecipazione dei cittadini merita, ed avrà, rispetto e considerazione - afferma -; ma non si può mettere fra parentesi il metodo fuorviante della consultazione. Associare progetti industriali all'aumento delle malattie, com'è stato fatto, avrebbe spinto anche me a scrivere no grazie». Poi il sindaco bolla come «inesatte e distorte le schede: dire che gli impianti inquineranno più di quelli attuali è falso, e falsificare una domanda non è una bella prova di trasparenza». E più in generale il sindaco lamenta «altre informazioni non veritiere. Nessuno dice che a Ferrara sono già stati chiusi due inceneritori o che il futuro impianto di Hera opererà a temperature più basse del precedente. Tutti, dal comico genovese ai comitati, affermano che le nanoparticelle sono prodotte dalla combustione a temperature elevate». Malgrado ciò, Sateriale dice di non avere problemi ad incontrare i comitati se dagli ambientalisti partirà questa istanza: «Ho ricevuto le firme dei cittadini che mi chiedevano di non smantellare il Sant'Anna, e tra l'altro se mi avessero sottoposto quella petizione invece che 11 mila le adesioni sarebbero state... 11 mila e una perchè avrei firmato anche io; ho accettato le chiavi dei commercianti che protestavano per il piano del traffico, e di recente le lenzuola di Legambiente». Nemmeno l'imbarazzo di ritrovarsi come interlocutore l'ex city manager Valentino Tavolazzi, smanioso per molti di candidarsi a sindaco nel 2009? «E' anche vicepresidente di Medicina Democratica: cercherò solo di scansare la visita - chiude il sindaco -. So che è un ingegnere, non è che mi fidi troppo a stendermi sul lettino, benché sia tanto... democratico».s. l.
12 febbraio 2007
il mio pensiero
Ho volentieri pubblicato il fondo di Stefano perchè è innegabile che alcune cose giustissime le dice.
Però è anche vero che occorre fare alcune precisazioni.
Primo....99,99% ha detto no significa pochissimo!
Secondo....10.000 sono andati a votare significa moltissimo!
Terzo...i ferraresi rispondono sempre molto bene alle consultazioni qualunque siano, .........proprio perchè hanno sempre mostrato un grande senso civico.
Ma allora perchè quando votano chi li deve dirigere sbagliano?..o questo qualcuno pensa.....
E' naturale che qualche politico, o qualche schieramento politico oggi cavalchi il referendum. Sarebbe da stupidi non farlo!
Quindi cosa si deve dedurre da ciò che scrive Stefano "e' un caso che che le aule di consiglio comunale e provinciale siano sempre deserte?"...che è qui il vero schiaffo dell'11 febbraio.
A prescindere da come ognuno la pensa è il modo di come occorre affrontare il problema.
Non è con i palloncini colorati che si vince, non è con le paure che si vince, e non è neanche con la disinformazione.................che si perde!
In questi giorni ho un pò seguito il problema primo come cittadino e poi come padre e marito, in quanto quel senso civico tanto sbandierato di noi ferraresi mi impone. Inoltre si tenga conto che il problema l'ho anche vissuto in quanto tecnico industriale e quindi a conoscenza anche delle turbogas di Ravenna e Mantova, e quale idea mi sono fatto? che occorre battagliare nei posti giusti, dove veramente le parole possono avere un senso.
Dove veramente ti stanno ad ascoltare.
Caro Stefano non è demagogia quella che tu profili, e non è neanche solo soluzione che parte dal cuore. E' la verità......................ma per vincere occorre assolutamente togliersi qualunque colore da addosso e comprendere che il nostro futuro và analizzato sul concreto e non sulle rivalità personali o politiche.
Diamo atto che l'11 sia stata una data fondamentale per il discorso ecologico e che qualche mente si sia svegliata, bene armiamoci e partite....................................e finiamola di standardizzare ogni cosa e facciamo ognuno il proprio dovere...non solo il proprio interesse.
Quando ero appena uscito dall'Istituto Tecnico, mio padre mi disse di fare domanda alla MONTECATINI per andare a lavorare, non lo feci mai ........................eppure c'erano le credenziali di un premio Nobel!!!!!!! ora ci sono processi per morti "misteriose".
E pensare che sia il premio Nobel che il facchino lavoravano contenti.....................
Non è solo con un referendum che si risolvono le cose, valgono di più la DEMAGOGIA ED IL CUORE.
Però è anche vero che occorre fare alcune precisazioni.
Primo....99,99% ha detto no significa pochissimo!
Secondo....10.000 sono andati a votare significa moltissimo!
Terzo...i ferraresi rispondono sempre molto bene alle consultazioni qualunque siano, .........proprio perchè hanno sempre mostrato un grande senso civico.
Ma allora perchè quando votano chi li deve dirigere sbagliano?..o questo qualcuno pensa.....
E' naturale che qualche politico, o qualche schieramento politico oggi cavalchi il referendum. Sarebbe da stupidi non farlo!
Quindi cosa si deve dedurre da ciò che scrive Stefano "e' un caso che che le aule di consiglio comunale e provinciale siano sempre deserte?"...che è qui il vero schiaffo dell'11 febbraio.
A prescindere da come ognuno la pensa è il modo di come occorre affrontare il problema.
Non è con i palloncini colorati che si vince, non è con le paure che si vince, e non è neanche con la disinformazione.................che si perde!
In questi giorni ho un pò seguito il problema primo come cittadino e poi come padre e marito, in quanto quel senso civico tanto sbandierato di noi ferraresi mi impone. Inoltre si tenga conto che il problema l'ho anche vissuto in quanto tecnico industriale e quindi a conoscenza anche delle turbogas di Ravenna e Mantova, e quale idea mi sono fatto? che occorre battagliare nei posti giusti, dove veramente le parole possono avere un senso.
Dove veramente ti stanno ad ascoltare.
Caro Stefano non è demagogia quella che tu profili, e non è neanche solo soluzione che parte dal cuore. E' la verità......................ma per vincere occorre assolutamente togliersi qualunque colore da addosso e comprendere che il nostro futuro và analizzato sul concreto e non sulle rivalità personali o politiche.
Diamo atto che l'11 sia stata una data fondamentale per il discorso ecologico e che qualche mente si sia svegliata, bene armiamoci e partite....................................e finiamola di standardizzare ogni cosa e facciamo ognuno il proprio dovere...non solo il proprio interesse.
Quando ero appena uscito dall'Istituto Tecnico, mio padre mi disse di fare domanda alla MONTECATINI per andare a lavorare, non lo feci mai ........................eppure c'erano le credenziali di un premio Nobel!!!!!!! ora ci sono processi per morti "misteriose".
E pensare che sia il premio Nobel che il facchino lavoravano contenti.....................
Non è solo con un referendum che si risolvono le cose, valgono di più la DEMAGOGIA ED IL CUORE.
un pensiero di Stefano Lolli
Passione e semplicità, e se fosse questo l'Anno degli estensi?Il Resto del Carlino del 12/02/2007 ed. FERRARA p. 24
SAREBBE FACILE dire che il referendum anti turbogas batte le primarie del centrosinistra. E' invece più logico sommare le oltre 10 mila persone che si sono messe in coda per esprimere il parere su centrale e inceneritore, con le altre 4 mila che l'anno scorso avevano detto di volere Prodi premier. Non vanno dimenticate le altre 2 mila che, in un solo giorno, chiedevano di frenare l'«antennificio» sui tetti di Ferrara. Né le quasi 11 mila che pochi anni fa avevano firmato la petizione promossa da An per mantenere il Sant'Anna dov'è.Un pot pourri probabilmente bizzarro, se si considera che le iniziative hanno avuto promotori diversi, anche nella colorazione politica. Un po' meno se si guarda al fatto che di fronte a domande facili, comprensibili, la gente partecipa. Magari esprimendo il parere emotivamente più forte e istintivo, ma comunque affollandosi laddove ha l'idea, in qualche modo, di poter incidere.Ferrara è stata e resta una delle 'capitali' del voto nelle elezioni ufficiali: si conferma tale anche per una consultazione fai-da-te che probabilmente riveste anche connotati diversi dalla pura battaglia ambientalista, ma che ha avuto il pregio di suscitare passione. E' un caso che le aule di Consiglio comunale e provinciale siano sempre deserte? E' per fatalità che a riempire i dibattiti dei partiti debbano essere, spesso, precettati i simpatizzanti? Così il referendum autogestito consegna questo pungolo ad amministrazioni e partiti: l'obbligo di porsi e di proporre domande facili, e magari di ragionare su risposte comprensibili. Poi la capacità di riscoprire, sotto la cenere della paura per la salute o la sicurezza, il fuoco della passione.E se fosse questo il vero «Anno degli estensi»? Con la 'e' minuscola, i cittadini comuni che possono esprimere il proprio parere e persino essere ascoltati. A costo zero. Perchè il referendum fai-da-te è costato 3 mila euro. Con quei soldi, Luca Ronconi (un nome a caso tra i mega eventi in divenire) non fa nemmeno dire «bah» ai propri attori.Si dirà che è demagogia. Forse. Ma l'alternativa è sotto i nostri occhi. Blocchi del traffico del giovedì: i ferraresi tribolano per il disagio dell'orario no stop. La soluzione non parte dal cuore (diciamo così) delle persone normali ma dal cervello dei politici: con le 'Econavette' chi protesta è un boia o una spia. Bene, dopo due settimane uno dei due minibus è già stato abolito. A furor di... non popolo. E se Sateriale & C. avessero chiesto ai ferraresi come la pensavano, magari mettendosi loro con un banchetto sotto lo Scalone del Municipio? Sì, forse è proprio questo l'Anno degli estensi. Con la 'e' minuscola. s. l.
SAREBBE FACILE dire che il referendum anti turbogas batte le primarie del centrosinistra. E' invece più logico sommare le oltre 10 mila persone che si sono messe in coda per esprimere il parere su centrale e inceneritore, con le altre 4 mila che l'anno scorso avevano detto di volere Prodi premier. Non vanno dimenticate le altre 2 mila che, in un solo giorno, chiedevano di frenare l'«antennificio» sui tetti di Ferrara. Né le quasi 11 mila che pochi anni fa avevano firmato la petizione promossa da An per mantenere il Sant'Anna dov'è.Un pot pourri probabilmente bizzarro, se si considera che le iniziative hanno avuto promotori diversi, anche nella colorazione politica. Un po' meno se si guarda al fatto che di fronte a domande facili, comprensibili, la gente partecipa. Magari esprimendo il parere emotivamente più forte e istintivo, ma comunque affollandosi laddove ha l'idea, in qualche modo, di poter incidere.Ferrara è stata e resta una delle 'capitali' del voto nelle elezioni ufficiali: si conferma tale anche per una consultazione fai-da-te che probabilmente riveste anche connotati diversi dalla pura battaglia ambientalista, ma che ha avuto il pregio di suscitare passione. E' un caso che le aule di Consiglio comunale e provinciale siano sempre deserte? E' per fatalità che a riempire i dibattiti dei partiti debbano essere, spesso, precettati i simpatizzanti? Così il referendum autogestito consegna questo pungolo ad amministrazioni e partiti: l'obbligo di porsi e di proporre domande facili, e magari di ragionare su risposte comprensibili. Poi la capacità di riscoprire, sotto la cenere della paura per la salute o la sicurezza, il fuoco della passione.E se fosse questo il vero «Anno degli estensi»? Con la 'e' minuscola, i cittadini comuni che possono esprimere il proprio parere e persino essere ascoltati. A costo zero. Perchè il referendum fai-da-te è costato 3 mila euro. Con quei soldi, Luca Ronconi (un nome a caso tra i mega eventi in divenire) non fa nemmeno dire «bah» ai propri attori.Si dirà che è demagogia. Forse. Ma l'alternativa è sotto i nostri occhi. Blocchi del traffico del giovedì: i ferraresi tribolano per il disagio dell'orario no stop. La soluzione non parte dal cuore (diciamo così) delle persone normali ma dal cervello dei politici: con le 'Econavette' chi protesta è un boia o una spia. Bene, dopo due settimane uno dei due minibus è già stato abolito. A furor di... non popolo. E se Sateriale & C. avessero chiesto ai ferraresi come la pensavano, magari mettendosi loro con un banchetto sotto lo Scalone del Municipio? Sì, forse è proprio questo l'Anno degli estensi. Con la 'e' minuscola. s. l.
1 febbraio 2007
Elenco Omaggi al duca prima del Palio 2007
Omaggio al Duca di Primavera 2007
18 Marzo Rione S.Maria in Vado
25 Marzo Rione S.Benedetto
01 Aprile Borgo S.Giacomo
09 Aprile Borgo S.Giovanni
15 Aprile Borgo S.Giorgio
22 Aprile Rione S.Spirito
29 Aprile Rione S.Paolo
01 Maggio Borgo S.Luca
30 gennaio 2007
..senza parole, che parole....
Per me povero ragazzo di campagna è un onore che le mie foto suscitino tanto sentimento.
Per me oggi è un giorno storico. Grazie per le belle parole degli amici di spigolature.
e per chi non ha ricevuto la mia e.mail mensile...andate in www.spigolature.it
Le immagini integrano le parole. A volte le sostituiscono. Assumono, in taluni casi, un valore assoluto, quasi sacrale, quando rappresentano, o si vuole che rappresentino, il reale senza alcuna possibilità di confutazione. Eppure sono una mediazione. Un transfert attraverso cui il fotografo trasmette un messaggio. Al critico si chiede un giudizio formale (la tecnica è precisa?), allo spettatore un parere soggettivo (quell’immagine riesce a toccare le mie corde emotive?), allo studioso uno sguardo distaccato (che accade a destra o sinistra dell’obiettivo? Che cosa è accaduto poco prima o poco dopo?).
Qualunque sia il registro con cui si procede alla lettura di una fotografia, essa racconta sempre una storia. Attraverso un insieme di scatti si potrebbe narrare un romanzo inducendo “l’osservatore” ad abbandonarsi alla suggestione, al ricordo, alla fantasia.
Mantovani ci porta in una Ferrara irreale, perché intangibile o virtuale, proponendoci uno scorcio della Ferrara fisica. In altre parole, ci offre un’altra briciola del suo viaggio onirico…
(introduzione di Gian Luca Balestra)
Per me oggi è un giorno storico. Grazie per le belle parole degli amici di spigolature.
e per chi non ha ricevuto la mia e.mail mensile...andate in www.spigolature.it
Le immagini integrano le parole. A volte le sostituiscono. Assumono, in taluni casi, un valore assoluto, quasi sacrale, quando rappresentano, o si vuole che rappresentino, il reale senza alcuna possibilità di confutazione. Eppure sono una mediazione. Un transfert attraverso cui il fotografo trasmette un messaggio. Al critico si chiede un giudizio formale (la tecnica è precisa?), allo spettatore un parere soggettivo (quell’immagine riesce a toccare le mie corde emotive?), allo studioso uno sguardo distaccato (che accade a destra o sinistra dell’obiettivo? Che cosa è accaduto poco prima o poco dopo?).
Qualunque sia il registro con cui si procede alla lettura di una fotografia, essa racconta sempre una storia. Attraverso un insieme di scatti si potrebbe narrare un romanzo inducendo “l’osservatore” ad abbandonarsi alla suggestione, al ricordo, alla fantasia.
Mantovani ci porta in una Ferrara irreale, perché intangibile o virtuale, proponendoci uno scorcio della Ferrara fisica. In altre parole, ci offre un’altra briciola del suo viaggio onirico…
(introduzione di Gian Luca Balestra)
23 gennaio 2007
sorteggi gare delle bandiere estensi 2007
GARE DEGLI ANTICHI GIOCHI DELLE BANDIERE ESTENSI
Estrazioni effettuate dai Maestri di Campo il 22 gennaio 2007
Sabato 12 Maggio 2007 Ore 21,00
SPECIALITA’ COPPIA TRADIZIONALE
Rione S.Paolo
Borgo S.Luca
Borgo S.Giovanni
Rione S.Maria in Vado
Borgo S.Giacomo
Borgo S.Giorgio
RIONE SANTO SPIRITO
Rione S.Benedetto
Sabato 12 Maggio 2007 Ore 22,00
SPECIALITA’ PICCOLA SQUADRA
Borgo S.Giovanni
Borgo S.Luca
Borgo S.Giorgio
Rione S.Paolo
Borgo S.Giacomo
Rione S.Maria in Vado
RIONE SANTO SPIRITO
Rione S.Benedetto
Domenica 13 Maggio 2007 Ore 16,00
SPECIALITA’ SINGOLO TRADIZIONALE
RIONE SANTO SPIRITO
Borgo S.Luca
Rione S.Benedetto
Rione S.Maria in Vado
Borgo S.Giacomo
Borgo S.Giorgio
Borgo S.Giovanni
Rione S.Paolo
Domenica 13 Maggio 2007 Ore 17,00
SPECIALITA’ GRANDE SQUADRA E MUSICI
RIONE SANTO SPIRITO
Rione S.Maria in Vado
Borgo S.Luca
Rione S.Benedetto
Borgo S.Giorgio
Borgo S.Giacomo
Rione S.Paolo
Borgo S.Giovanni
Estrazioni effettuate dai Maestri di Campo il 22 gennaio 2007
Sabato 12 Maggio 2007 Ore 21,00
SPECIALITA’ COPPIA TRADIZIONALE
Rione S.Paolo
Borgo S.Luca
Borgo S.Giovanni
Rione S.Maria in Vado
Borgo S.Giacomo
Borgo S.Giorgio
RIONE SANTO SPIRITO
Rione S.Benedetto
Sabato 12 Maggio 2007 Ore 22,00
SPECIALITA’ PICCOLA SQUADRA
Borgo S.Giovanni
Borgo S.Luca
Borgo S.Giorgio
Rione S.Paolo
Borgo S.Giacomo
Rione S.Maria in Vado
RIONE SANTO SPIRITO
Rione S.Benedetto
Domenica 13 Maggio 2007 Ore 16,00
SPECIALITA’ SINGOLO TRADIZIONALE
RIONE SANTO SPIRITO
Borgo S.Luca
Rione S.Benedetto
Rione S.Maria in Vado
Borgo S.Giacomo
Borgo S.Giorgio
Borgo S.Giovanni
Rione S.Paolo
Domenica 13 Maggio 2007 Ore 17,00
SPECIALITA’ GRANDE SQUADRA E MUSICI
RIONE SANTO SPIRITO
Rione S.Maria in Vado
Borgo S.Luca
Rione S.Benedetto
Borgo S.Giorgio
Borgo S.Giacomo
Rione S.Paolo
Borgo S.Giovanni
22 gennaio 2007
la lettera di Mauro Malaguti
| Ferrara Locali • Palio di Ferrara, Nervegna sbaglia - La Nuova Ferrara del 21/01/2007 | ||
18 gennaio 2007
E' MORTO DON PATRUNO
In un pomeriggio afoso di fine estate del 1970, io ed un mio amico, Andrea, andammo al circolo ACLI di Montebello8, il mitico Montebello 8.
Andrea mi disse "andiamo a trovare un amico" e salimmo le scale. Trovammo un giovane di buona corporatura. "Gabriele ti presento Don Franco, l'amico degli studenti lavoratori" Pensai, ma questo è un prete? bho! io poi ero abituato a vedere i frati.
Don Franco ci disse di accomodarci. Eravamo in una stanza con un casino.... enorme...era il suo studio.....uno studio di un artista, si perchè Don Franco aveva il dono della pittura.
In men che si dica ci fece i ritratti. Andrea credo che l'abbia ancora, il mio non so più dove è, in quanto da lì a poco trasloccai.
E naturalmente intanto che con il carboncino ci spiaccicava sulla carta, il Don raccontava barzelette, tutte rigorosamente in dialetto ferrarese.
Da quel giorno non ho mai avuto contatti diretti, l'ho visto varie volte in piazza, in parrocchia o al circolo ACLI di Montebello 8, dove molti dei nostri contradaioli sono cresciuti.
L'ultima volta l'ho visto e sentito da Feltrinelli alla presentazione del libro di Dario Franceschini, insieme al sindaco Sateriale. E tra il pubblico c'erano personaggi che appartenevano alla mia gioventù. Personaggi di fedi politiche diverse, di estrazioni sociali diverse, ma che appartenevano sicuramente ad un Suo quadro. La bella gioventù di Ferrara del '68.
Quell'incontro non l'ho mai scordato perchè avvenne qualche giorno prima di conoscere un altro figlio di Dio "strano" Padre Francesco Dallari, l'amico con il saio che ci ha cresciuto, e sposato.
Se penso a Don Franco penso immediatamente a Padre Francesco, uomini senza confini, senza pregiudizi e sopratutto integri.
DICONO CHE DI UOMINI COSì NE NASCONO POCHI PER OGNI GENERAZIONE.
Notizia inserita il 18/1/2007 www.estense.com
La Ferrara laica e quella religiosa in lutto
E' morto don Franco Patruno
La Ferrara laica e quella religiosa in lutto
E' morto don Franco Patruno
di Marco Zavagli
È morto don Franco Patruno. Alle 15.45 di ieri pomeriggio, in una stanza dell’ospedale Sant’Anna, si è spento uno dei più importanti rappresentanti dell’arte ferrarese. La macabra ironia della sorte ha voluto che Patruno se ne andasse proprio mentre la “sua” Casa Cini è al centro di una polemica cittadina per la chiusura (opportuna o meno, tempestiva o meno, non è questo il momento per giudicarlo) decretata dalla curia.
Con lui, intellettuale, pittore riconosciuto a livello nazionale, critico d’arte e cinematografico per l’Osservatore Romano, se ne vanno più di vent’anni di respiro culturale che la città era riuscita a guadagnarsi sotto la sua direzione dell’istituto di via Boccacanale di Santo Stefano.
Ricoverato dal 13 dicembre per una crisi epatica, era già un paio di giorni che i medici, anche a causa di una sopraggiunta crisi respiratoria, disperavano dal poterlo salvare. Era dal 1999 che don Franco lottava contro la malattia, da quando gli fu diagnosticata una cirrosi epatica. La scorsa estate la sua salute fu ulteriormente debilitata dal sopraggiungere di un’altra crisi, legata questa volta al diabete. Ormai il fisico era troppo provato per reggere ad altre complicazioni.
Accanto a lui, nel momento cruciale, c’erano il nipote e don Andrea Zerbini. In tutta Ferrara, in quella religiosa ma anche (e forse soprattutto) in quella laica, regna il cordoglio. La prima testimonianza arriva dal sindaco Gaetano Sateriale, che ricorda come Patruno "e’ stato per trent’anni un protagonista della vita artistica e culturale della nostra città. Oltre che nella missione del sacerdozio don Franco Patruno ha saputo esprimere i suoi ricchi talenti nella pittura, nella scrittura, nella critica d’arte e in quella cinematografica, nell’insegnamento. E’ stato per molti di noi – continua Sateriale - un amico e un prezioso punto di riferimento. La sua poliedricità gli ha permesso di dirigere Casa Cini consolidando le migliori tradizioni di un luogo che per Ferrara rappresenta una vera istituzione culturale, attorno alla quale hanno gravitato alcune delle più fervide intelligenze della nostra città. Ci mancheranno la sua umanità profonda, la sincera generosità, l’acume intellettuale. Ci mancheranno la sua voce e il suo sguardo sempre attento e sensibile. A nome della città di Ferrara e a titolo personale esprimo il più profondo cordoglio per questa dolorosa perdita".
In tarda serata arriva anche il breve comunicato della diocesi che “partecipa al dolore dell'arcivescovo, di tutto il clero, dei famigliari e degli amici, per la scomparsa. La sua alta statura culturale, teologica e artistica unita allo spiccato tratto dialogico e relazionale, fanno avvertire profondamente il grande vuoto che egli lascia nella sua chiesa locale e nella comunità civile cittadina e nazionale”.
Franco Patruno era nato a Ferrara il 29 novembre del 1938. Venne ordinato sacerdote nel 1966. È stato docente in seminario a Ferrara e Bologna, vicario parrocchiale a S. Maria Nuova e S. Biagio dal 1966 al 1967, direttore dell'Ufficio Missionario Diocesano dal 1969 al 1985, assistente giovani AC dal 1966 al 1975, responsabile delle Comunicazioni sociali dal 1971, giornalista dell'Osservatore Romano, direttore di "Casa Cini" dal 1985 al 2005, canonico della Cattedrale di Ferrara dal novembre 2006. E – almeno per molti - molto altro.
E' MORTO DON PATRUNO
In un pomeriggio afoso di fine estate del 1970, io ed un mio amico, Andrea, andammo al circolo ACLI di Montebello8, il mitico Montebello 8.
Andrea mi disse "andiamo a trovare un amico" e salimmo le scale. Trovammo un giovane di buona corporatura. "Gabriele ti presento Don Franco, l'amico degli studenti lavoratori" Pensai, ma questo è un prete? bho! io poi ero abituato a vedere i frati.
Don Franco ci disse di accomodarci. Eravamo in una stanza con un casino.... enorme...era il suo studio.....uno studio di un artista, si perchè Don Franco aveva il dono della pittura.
In men che si dica ci fece i ritratti. Andrea credo che l'abbia ancora, il mio non so più dove è, in quanto da lì a poco trasloccai.
E naturalmente intanto che con il carboncino ci spiaccicava sulla carta, il Don raccontava barzelette, tutte rigorosamente in dialetto ferrarese.
Da quel giorno non ho mai avuto contatti diretti, l'ho visto varie volte in piazza, in parrocchia o al circolo ACLI di Montebello 8, dove molti dei nostri contradaioli sono cresciuti.
L'ultima volta l'ho visto e sentito da Feltrinelli alla presentazione del libro di Dario Franceschini, insieme al sindaco Sateriale. Etra il pubblico c'erano personaggi che appartenevano alla mia gioventù. Personaggi di fedi politiche diverse, di estrazioni sociali diverse, ma che appartenevano sicuramente ad un Suo quadro. La bella gioventù di Ferrara del '68.
Quell'incontro non l'ho mai scordato perchè avvenne qualche giorno prima di conoscere un altro figlio di Dio "strano" Padre Francesco Dallari, l'amico con il saio che ci ha cresciuto, e sposato.
Se penso a Don Franco penso immediatamente a Padre Francesco, uomini senza confini, senza pregiudizi e sopratutto integri.
DICONO CHE DI UOMINI COSì NE NASCONO POCHI PER OGNI GENERAZIONE.
Notizia inserita il 18/1/2007 www.estense.com
La Ferrara laica e quella religiosa in lutto
E' morto don Franco Patruno
La Ferrara laica e quella religiosa in lutto
E' morto don Franco Patruno
di Marco Zavagli
È morto don Franco Patruno. Alle 15.45 di ieri pomeriggio, in una stanza dell’ospedale Sant’Anna, si è spento uno dei più importanti rappresentanti dell’arte ferrarese. La macabra ironia della sorte ha voluto che Patruno se ne andasse proprio mentre la “sua” Casa Cini è al centro di una polemica cittadina per la chiusura (opportuna o meno, tempestiva o meno, non è questo il momento per giudicarlo) decretata dalla curia.
Con lui, intellettuale, pittore riconosciuto a livello nazionale, critico d’arte e cinematografico per l’Osservatore Romano, se ne vanno più di vent’anni di respiro culturale che la città era riuscita a guadagnarsi sotto la sua direzione dell’istituto di via Boccacanale di Santo Stefano.
Ricoverato dal 13 dicembre per una crisi epatica, era già un paio di giorni che i medici, anche a causa di una sopraggiunta crisi respiratoria, disperavano dal poterlo salvare. Era dal 1999 che don Franco lottava contro la malattia, da quando gli fu diagnosticata una cirrosi epatica. La scorsa estate la sua salute fu ulteriormente debilitata dal sopraggiungere di un’altra crisi, legata questa volta al diabete. Ormai il fisico era troppo provato per reggere ad altre complicazioni.
Accanto a lui, nel momento cruciale, c’erano il nipote e don Andrea Zerbini. In tutta Ferrara, in quella religiosa ma anche (e forse soprattutto) in quella laica, regna il cordoglio. La prima testimonianza arriva dal sindaco Gaetano Sateriale, che ricorda come Patruno "e’ stato per trent’anni un protagonista della vita artistica e culturale della nostra città. Oltre che nella missione del sacerdozio don Franco Patruno ha saputo esprimere i suoi ricchi talenti nella pittura, nella scrittura, nella critica d’arte e in quella cinematografica, nell’insegnamento. E’ stato per molti di noi – continua Sateriale - un amico e un prezioso punto di riferimento. La sua poliedricità gli ha permesso di dirigere Casa Cini consolidando le migliori tradizioni di un luogo che per Ferrara rappresenta una vera istituzione culturale, attorno alla quale hanno gravitato alcune delle più fervide intelligenze della nostra città. Ci mancheranno la sua umanità profonda, la sincera generosità, l’acume intellettuale. Ci mancheranno la sua voce e il suo sguardo sempre attento e sensibile. A nome della città di Ferrara e a titolo personale esprimo il più profondo cordoglio per questa dolorosa perdita".
In tarda serata arriva anche il breve comunicato della diocesi che “partecipa al dolore dell'arcivescovo, di tutto il clero, dei famigliari e degli amici, per la scomparsa. La sua alta statura culturale, teologica e artistica unita allo spiccato tratto dialogico e relazionale, fanno avvertire profondamente il grande vuoto che egli lascia nella sua chiesa locale e nella comunità civile cittadina e nazionale”.
Franco Patruno era nato a Ferrara il 29 novembre del 1938. Venne ordinato sacerdote nel 1966. È stato docente in seminario a Ferrara e Bologna, vicario parrocchiale a S. Maria Nuova e S. Biagio dal 1966 al 1967, direttore dell'Ufficio Missionario Diocesano dal 1969 al 1985, assistente giovani AC dal 1966 al 1975, responsabile delle Comunicazioni sociali dal 1971, giornalista dell'Osservatore Romano, direttore di "Casa Cini" dal 1985 al 2005, canonico della Cattedrale di Ferrara dal novembre 2006. E – almeno per molti - molto altro.
17 gennaio 2007
SI PRECISA CHE....
COMUNICATO STAMPA
del 17 gennaio 2007
A precisazione della notizia relativa all’interrogazione del Consigliere Regionale di FI Nervegna che afferma che andrebbero negati i contributi regionali al Palio di Ferrara, in quanto l’organizzazione non avrebbe rispettato “interamente” le prescrizioni in materia, occorre precisare che l’unica presunta, irregolarità riscontrata dalle competenti autorità nel Palio del 28 maggio scorso, si riferisce alla mancanza del c.d. transponder (o microchip) che consente l’identificazione del cavallo, in 4 dei 16 soggetti iscritti al Palio. Contro tale provvedimento amministrativo, che ha stabilito la sanzione minima di € 100 per ogni cavallo irregolare, l’Ente Palio ha proposto ricorso sul presupposto che tali animali non disputarono la corsa, anche a riprova del buon funzionamento dell’organizzazione.
Si tratta, pertanto, laddove sia confermata la sanzione amministrativa, di una irregolarità di modesta entità che non ha inciso in alcun modo sulla corsa del 28 maggio.
Ente Palio della Città di Ferrara
del 17 gennaio 2007
A precisazione della notizia relativa all’interrogazione del Consigliere Regionale di FI Nervegna che afferma che andrebbero negati i contributi regionali al Palio di Ferrara, in quanto l’organizzazione non avrebbe rispettato “interamente” le prescrizioni in materia, occorre precisare che l’unica presunta, irregolarità riscontrata dalle competenti autorità nel Palio del 28 maggio scorso, si riferisce alla mancanza del c.d. transponder (o microchip) che consente l’identificazione del cavallo, in 4 dei 16 soggetti iscritti al Palio. Contro tale provvedimento amministrativo, che ha stabilito la sanzione minima di € 100 per ogni cavallo irregolare, l’Ente Palio ha proposto ricorso sul presupposto che tali animali non disputarono la corsa, anche a riprova del buon funzionamento dell’organizzazione.
Si tratta, pertanto, laddove sia confermata la sanzione amministrativa, di una irregolarità di modesta entità che non ha inciso in alcun modo sulla corsa del 28 maggio.
Ente Palio della Città di Ferrara
COMINCIAMO A RAGIONARE
cominciamo a ragionare!!!!
SAMO DISPONIBILI AD OSPITARE il sig..Antonio Nervegna in occasione delle manifestazioni del Rione! a patto che venga a tutte......(agh fen gnir la lingua lunga!!!!).............................................se poi qualche altra contrada vuole affiancarsi.......
Forse, e dico forse, la sua integrità di animalista ne potrebbe uscire ridimensionata. CHE NE DITE?
Poi sopratutto si accorgerebbe cosa vogliono dire 25.000 euro ..... una goccia nell'oceano per le contrade!
Complimenti al contradaiolo bianconero PERAZZOLO, che può permettersi di parlare in quanto attivo in una contrada.
gabriele mantovani
rione santo spirito
palio città di ferrara
Notizia inserita il 17/1/2007 - 00:09 www.estense.com
Risposta interna a Forza Italia sui contributi regionali
Perazzolo: ''Il Palio è più di una corsa di cavalli''
“Il Palio non può essere circoscritto alla semplice corsa dei cavalli, ma è molto di più”. Da Forza Italia di Ferrara arriva una mezza smentita nei confronti del collega bolognese Antonio Nervegna che in consiglio regionale aveva bacchettato la decisione della giunta di via Aldo Moro di assegnare un contributo di 25mila euro all'Ente Palio Città di Ferrara. Per Nervegna si era trattato di un “atto incoerente”, specialmente dopo i gravi incidenti dell’ultima edizione. “Capisco che il nostro consigliere regionale si sia lasciato trasportare dall’emozione sull’onda delle immagini drammatiche diffuse dalle televisioni, ma per un ferrarese che vive il Palio dall’interno la questione è diversa”. È il coordinatore provinciale degli azzurri Pier Francesco Perazzolo a correggere il tiro sulla questione sollevata in Regione.
“Certo occorrono norme che tutelino gli animali – continua Perazzolo -, ma da qui a evitare di dare finanziamenti al Palio ne passa. Io sono assolutamente dell’idea – continua l’esponente di Forza Italia – che il Palio vada invece sostenuto con tutti gli sforzi possibili da parte dell’amministrazione, perché la manifestazione non si riduce alla gara dei cavalli o alle corse di piazza Ariostea, ma coinvolge l’intera città e una gran parte dei suoi cittadini di tutte le età, ponendosi – conclude Perazzolo - come uno straordinario momento di aggregazione che porta con sé valori importanti per la vita di Ferrara”.
“Il Palio non può essere circoscritto alla semplice corsa dei cavalli, ma è molto di più”. Da Forza Italia di Ferrara arriva una mezza smentita nei confronti del collega bolognese Antonio Nervegna che in consiglio regionale aveva bacchettato la decisione della giunta di via Aldo Moro di assegnare un contributo di 25mila euro all'Ente Palio Città di Ferrara. Per Nervegna si era trattato di un “atto incoerente”, specialmente dopo i gravi incidenti dell’ultima edizione. “Capisco che il nostro consigliere regionale si sia lasciato trasportare dall’emozione sull’onda delle immagini drammatiche diffuse dalle televisioni, ma per un ferrarese che vive il Palio dall’interno la questione è diversa”. È il coordinatore provinciale degli azzurri Pier Francesco Perazzolo a correggere il tiro sulla questione sollevata in Regione.
“Certo occorrono norme che tutelino gli animali – continua Perazzolo -, ma da qui a evitare di dare finanziamenti al Palio ne passa. Io sono assolutamente dell’idea – continua l’esponente di Forza Italia – che il Palio vada invece sostenuto con tutti gli sforzi possibili da parte dell’amministrazione, perché la manifestazione non si riduce alla gara dei cavalli o alle corse di piazza Ariostea, ma coinvolge l’intera città e una gran parte dei suoi cittadini di tutte le età, ponendosi – conclude Perazzolo - come uno straordinario momento di aggregazione che porta con sé valori importanti per la vita di Ferrara”.
DISINFORMAZIONE AL 100%
Mi sa tanto di strumentalizzazione politica.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano i politici azzurri di Ferrara, considerando che quando c'è stato bisogno ci hanno cercato!!!!!
Io credo che QUANTO SCRITTO DEBBA ESSERE SMENTITO DAI POLITICI FERRARESI, di qualunque fede politica. Dopo il Palio abbiamo letto dichiarazioni di tutto altro tenore tenuti da esponenti politici della minoranza. Alcuni di loro sono anche intervenuti a trasmissioni televisive.
Ma poi leggere che sono morti 3 cavalli e numerosi infortunati.......e poi asserire che sono sostanziosi 25.000 euro, ma veramente siamo ad una politica di stampo REALITY!
Gabriele Mantovani
Rione Santo Spirito
Palio città di Ferrara
FERMIAMO QUESTA DISINFORMAZIONE, STRUMENTALIZZATA O NO!
Questo è quanto ho trovato nel sito di quotidiano.net. alla pagina de il resto del carlino edizione di ferrara
Per carità ognuno può pensare quello che vuole, ma Vi prego leggete bene quanto dichiarato:
Lo svolgimento di competizioni che includono corse di cavalli, sottolinea l'azzurro, "avviene spesso senza tenere conto delle norme vigenti in materia di incolumità pubblica e degli animali, per questo i servizi competenti dovrebbero controllare più attentamente che tutto si svolga in modo adeguato, anche perché la ricaduta di questo genere di gare sui giovani è fortemente diseducativa".
Io credo che sia diseducativo "INVECE" dichiarare cose di cui non si è a conoscenza.
(è ANCHE SBAGLIATO IL N° DEI CAVALLI ABBATTUTI.......................)
(SOSTANZIOSO CONTRIBUTO............................non ho parole..........)
gabriele mantovani rione santo spirito palio città di ferrara
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano i politici azzurri di Ferrara, considerando che quando c'è stato bisogno ci hanno cercato!!!!!
Io credo che QUANTO SCRITTO DEBBA ESSERE SMENTITO DAI POLITICI FERRARESI, di qualunque fede politica. Dopo il Palio abbiamo letto dichiarazioni di tutto altro tenore tenuti da esponenti politici della minoranza. Alcuni di loro sono anche intervenuti a trasmissioni televisive.
Ma poi leggere che sono morti 3 cavalli e numerosi infortunati.......e poi asserire che sono sostanziosi 25.000 euro, ma veramente siamo ad una politica di stampo REALITY!
Gabriele Mantovani
Rione Santo Spirito
Palio città di Ferrara
FERMIAMO QUESTA DISINFORMAZIONE, STRUMENTALIZZATA O NO!
Questo è quanto ho trovato nel sito di quotidiano.net. alla pagina de il resto del carlino edizione di ferrara
Per carità ognuno può pensare quello che vuole, ma Vi prego leggete bene quanto dichiarato:
Lo svolgimento di competizioni che includono corse di cavalli, sottolinea l'azzurro, "avviene spesso senza tenere conto delle norme vigenti in materia di incolumità pubblica e degli animali, per questo i servizi competenti dovrebbero controllare più attentamente che tutto si svolga in modo adeguato, anche perché la ricaduta di questo genere di gare sui giovani è fortemente diseducativa".
Io credo che sia diseducativo "INVECE" dichiarare cose di cui non si è a conoscenza.
(è ANCHE SBAGLIATO IL N° DEI CAVALLI ABBATTUTI.......................)
(SOSTANZIOSO CONTRIBUTO............................non ho parole..........)
gabriele mantovani rione santo spirito palio città di ferrara
15 gennaio 2007
DOPO GLI INCIDENTI
La Regionefinanzia il Palio
A sollevare il caso dei 25mila euro stanziati per la manifestazione che l'anno scorso ha provocato l' abbattimento di tre cavalli e il ferimento di altri esemplari Antonio Nervegna (FI)
Bologna, 15 gennaio 2007 -
Bologna, 15 gennaio 2007 -
La Regione sostiene economicamente il Palio di Ferrara, a dispetto degli incidenti dell'anno scorso che hanno costretto all'abbattimento di tre cavalli.
A sollevare il caso, in un'interpellanza, è Antonio Nervegna, consigliere regionale di Forza Italia, che critica lo stanziamento di 25 mila euro deciso da viale Aldo Moro in favore della competizione estense.
Del resto, ricorda Nervegna, la stessa Regione ha ammesso che gli incidenti dell'ultima edizione si sono verificati perché gli organizzatori non avrebbero "rispettato interamente le norme vigenti o prescrizioni impartite come per esempio la partecipazione alla gara di cinque cavalli non identificati per l'impossibilita' di lettura dei microchip".
Lo svolgimento di competizioni che includono corse di cavalli, sottolinea l'azzurro, "avviene spesso senza tenere conto delle norme vigenti in materia di incolumità pubblica e degli animali, per questo i servizi competenti dovrebbero controllare più attentamente che tutto si svolga in modo adeguato, anche perché la ricaduta di questo genere di gare sui giovani è fortemente diseducativa". Nervegna chiede quindi alla Giunta regionale quali ragioni abbiano motivato il contributo ad una manifestazione in cui "non sono state rispettate neppure le norme regionali vigenti in materia di benessere animale", quali parametri siano stati utilizzati per quantificare la cifra e se non si ritenga "incoerente" che, da un lato, il Servizio veterinario abbia disposto una sanzione amministrativa nei confronti degli organizzatori del Palio per le irregolarità riscontrate e, dall'altro lato, la Regione abbia concesso un "sostanzioso" contributo.
14 gennaio 2007
la nuova ferrari 2007
da estense.com
La nuova F2007 (foto dal sito ufficiale)
Notizia inserita il 14/1/2007 - 18:07
L'auto è la cinquantatreesima Formula Uno del Cavallino
Ferrari, presentata la nuova F2007
Fiorano. Si chiama F2007 ed è la cinquantatreesima monoposto di Formula 1 costruita dalla Ferrari. La monoposto che correrà nel Mondiale 2007, presentata oggi a Fiorano, sarà la prima del dopo Schumacher e verrà messa a disposizione di Felipe Massa e Kimi Raikkonen. Proprio il finlandese è stato chiamato a Maranello per raccogliere l'eredità del sette volte campione del mondo.Il progetto, contraddistinto dalla sigla interna 658, rappresenta l'interpretazione da parte della Scuderia del regolamento tecnico in vigore nel 2007, la cui principale novità riguarda la sicurezza, con l'introduzione di crash test frontali e posteriori più progressivi e l'inserimento di una struttura, realizzata in materiale composito, con funzioni di protezione laterale, all'altezza dei fianchi del pilota. Tali modifiche hanno comportato un significativo aumento del peso della vettura, di poco inferiore ai dieci chilogrammi.Il telaio della F2007 è stato profondamente modificato rispetto a quello della 248 F1. Il disegno è stato rivisto per alloggiare una nuova sospensione anteriore, che rappresenta un'importante innovazione concettuale principalmente di natura aerodinamica. Le forme delle pance e dei loro imbocchi sono state rivedute in base alle modifiche effettuate nel sistema di raffreddamento, che comportano anche uscite dei radiatori poste sulla parte superiore della carrozzeria, così come sostanzialmente diversa è la presa d'aria dinamica.Il passo è più lungo rispetto alla monoposto precedente. Il posteriore della vettura è molto più rastremato, potendo sfruttare la forma particolarmente scavata della parte inferiore della scatola del cambio, anche quest'anno realizzata in carbonio. Lo stesso cambio, che rimane in posizione longitudinale, è dotato di un innovativo sistema ad innesti rapidi dei rapporti (sette più retromarcia). La sospensione posteriore è simile a quella della 248 F1 del 2006, ma è in cantiere un importante programma di sviluppo in quest'area, anche per sfruttare al meglio i progressi nella conoscenza del comportamento degli pneumatici 2007. Anche la configurazione aerodinamica prevede sostanziali modifiche alle ali anteriore e posteriore prima dell'inizio del Campionato del Mondo. L'originale posizione degli specchietti comparsa sulla monoposto del 2006 è rimasta inalterata e lo stesso si può dire della disposizione degli scarichi. Secondo il regolamento tecnico in vigore a partire da quest'anno, la struttura fondamentale del motore rimane inalterata rispetto alle unità omologate al termine della scorsa stagione. Pertanto, il motore 056 mantiene la sua funzione portante e resta montato longitudinalmente. In base a quanto permesso dal regolamento, rispetto al motore che è stato consegnato alla Fia (la Federazione internazionale dello sport dell'automobile) nell'ottobre 2006, sono stati modificati: la camera di combustione, le valvole e i condotti di aspirazione e di scarico al fine di ottimizzare la curva di coppia del motore per il limite regolamentare di 19.000 giri/min; il pistone, lo spinotto pistone e i getti di raffreddamento pistone per raggiungere la migliore affidabilità in presenza del limite di 19.000 giri/min; l'ingresso e l'uscita dei fluidi (acqua e olio) e gli accessori per agevolare l'integrazione dello 056 nella nuova vettura.
11 dicembre 2006
anche questo.......era uscito il giorno prima..sempre onor di cronaca
Il Resto del Carlino ... Il Resto del Carlino del 10/12/2006 ed. FERRARA p. VI
a proposta, avanzata informalmente sia dal presidente Merighi che da un paio di Contrade, era quella di non 'assegnare' ma di 'affidare' il Palio al Rione di San Paolo. Il cui direttivo ha però opposto un garbato rifiuto a questa idea: «Apprezziamo il tentativo di riconciliazione, così come le dichiarazioni dello stesso Merighi e le belle e schiette parole che l'assessore Modonesi ci ha indirizzato attraverso l'intervista al Resto del Carlino - spiega il massaro Andrea Rimondi -, ma vederci davanti un... Palio in affido avrebbe rinnovato, ogni giorno di più, il sentimento di delusione e smacco». Lo stesso direttivo della contrada dell'Aquila sulla Ruota ha respinto poi le dimissioni della presidente Laura Scanavini: che avrà ora un mese di tempo per decidere il da farsi. Intanto a 'governare' la situazione sarà proprio Rimondi, che martedì parteciperà all'incontro in Comune per la nuova sede.
a proposta, avanzata informalmente sia dal presidente Merighi che da un paio di Contrade, era quella di non 'assegnare' ma di 'affidare' il Palio al Rione di San Paolo. Il cui direttivo ha però opposto un garbato rifiuto a questa idea: «Apprezziamo il tentativo di riconciliazione, così come le dichiarazioni dello stesso Merighi e le belle e schiette parole che l'assessore Modonesi ci ha indirizzato attraverso l'intervista al Resto del Carlino - spiega il massaro Andrea Rimondi -, ma vederci davanti un... Palio in affido avrebbe rinnovato, ogni giorno di più, il sentimento di delusione e smacco». Lo stesso direttivo della contrada dell'Aquila sulla Ruota ha respinto poi le dimissioni della presidente Laura Scanavini: che avrà ora un mese di tempo per decidere il da farsi. Intanto a 'governare' la situazione sarà proprio Rimondi, che martedì parteciperà all'incontro in Comune per la nuova sede.
...ma il giorno prima era uscito questo sul carlino
«Pronto il regolamento: darà piena sicurezza»Il Resto del Carlino del 10/12/2006 ed. FERRARA p. VI
PALIO Merighi: «Il 'cencio' resterà nella sede dell'Ente»di Stefano Lolli«Custodiremo il Palio nella sede dell'Ente, tra i cimeli della manifestazione e come simbolo di una giornata che non va dimenticata. Ma su cui dovremo sempre riflettere». Il presidente dell'Ente Palio Vainer Merighi spiega così la decisione di non assegnare il simbolo del successo a San Paolo: «La sentenza del Consiglio di Giustizia è ineccepibile e ben argomentata, credo che non avesse la possibilità di assumere una decisione diversa».- Ma anche l'assessore al Palio Aldo Modonesi, oltre ad esponenti di varie altre Contrade, chiedevano proprio all'Ente una sorta di intervento 'politico'.«Lo capisco ed è una cosa che abbiamo anche tentato, perchè concordo con Modonesi sul fatto che il comportamento di San Paolo è stato sempre corretto. Anche se la gara è stata sospesa, e per questo secondo i giudici non può essere assegnata la vittoria, il Rione bianconero è il vero vincitore morale del Palio».- Ma lei è d'accordo con il Consiglio di Giustizia?«Io ne rispetto l'operato. Poi ritengo, personalmente, che siccome si tratta di un organismo di 2° grado, per usare un paragone con la legge, dovremo essere tutti bravi, in Ente e nel Comitato esecutivo delle Contrade, a risolvere gli eventuali problemi futuri nel primo grado...».- Perchè ciò accada però la manifestazione non dovrà più aver guai.«E' quello a cui tutti lavoriamo, con grande impegno. Proprio ieri (sabato per chi legge, ndr) abbiamo finalmente consegnato all'assessore al Palio la bozza finale del nuovo regolamento, su cui si aprirà un vasto confronto».- Si parla di novità importanti in tema di pista, controlli antidoping, impiego di cavalli mezzosangue.«Non vorrei entrare troppo nel dettaglio, per rispetto a Sateriale e Modonesi e delle altre parti che saranno chiamate a discuterne presto, ma sostanzialmente le anticipazioni date dal Carlino sono state confermate».- Dunque pista con curve più larghe e maggior uso di sabbia nel fondo, poi...«Che fa, sbircia? Le posso dire un punto che proporrò io di modificare: chiederò che il 'giudice di campo' abbia pieno potere nell'interrompere la gara al minimo problema. Il 28 maggio, nel bailamme, si è verificato che chi era sul podio del mossiere doveva richiedere un pronunciamento dei Savi. Si è agito sull'onda emotiva e per buon senso, e ciò è stato riconosciuto. Ma per aumentare la sicurezza occorre a mio giudizio essere più precisi. Così come è opportuno, e di questo nel regolamento ci sono passaggi chiari, rendere più serrata e severa la vigilanza contro le scorrettezze commesse, da chiunque, dentro l'anello di piazza Ariostea».- Dunque la sua valutazione è che la gara si debba correre lì.«Il presupposto del lavoro delle commissioni formate da esponenti delle Contrade, oltre che lo studio condotto sui materiali e la nuova conformazione della pista, vanno in quel senso. Ma è chiaro che si tratta in questa fase di una proposta, che assieme al Comune, agli organi di vigilanza dell'Azienda Usl ed a quanti parteciperanno al confronto dovrà essere vagliata con estremo rigore».- Senza perdere nemmeno troppo tempo, perchè maggio è solo apparentemente lontano.«Mi ha tolto le parole di bocca. Sì, dovremo lavorare seriamente ma anche con celerità».- Intanto si avvicina, celermente, anche la scadenza del 22 dicembre. All'antivigilia del Natale l'Ente Palio andrà alla sbarra in Tribunale, per la causa intentata dagli animalisti della Lav che invocano un cospicuo risarcimento danni per gli incidenti costati la vita a due cavalli.«Ci siamo attrezzati anche per questa evenienza: l'avvocato Tiziano Tagliani ha predisposto una dettagliata memoria difensiva, che consegneremo al giudice proprio all'avvio della causa».- Torniamo a San Paolo. Deluso per la mancata assegnazione della vittoria, attende almeno una sede.«Sostengo l'impegno assunto dall'assessore Modonesi. Anche per l'Ente Palio si tratta di una priorità. Per questo già domani mi attiverò per verificare la disponibilità di fondi per la messa a norma dei locali. E mi pare che al di là dei lavori che saranno necessari, sarebbe bello poter fare il brindisi di Natale con il Rione bianconero nei nuovi locali di piazzetta Schiatti».
PALIO Merighi: «Il 'cencio' resterà nella sede dell'Ente»di Stefano Lolli«Custodiremo il Palio nella sede dell'Ente, tra i cimeli della manifestazione e come simbolo di una giornata che non va dimenticata. Ma su cui dovremo sempre riflettere». Il presidente dell'Ente Palio Vainer Merighi spiega così la decisione di non assegnare il simbolo del successo a San Paolo: «La sentenza del Consiglio di Giustizia è ineccepibile e ben argomentata, credo che non avesse la possibilità di assumere una decisione diversa».- Ma anche l'assessore al Palio Aldo Modonesi, oltre ad esponenti di varie altre Contrade, chiedevano proprio all'Ente una sorta di intervento 'politico'.«Lo capisco ed è una cosa che abbiamo anche tentato, perchè concordo con Modonesi sul fatto che il comportamento di San Paolo è stato sempre corretto. Anche se la gara è stata sospesa, e per questo secondo i giudici non può essere assegnata la vittoria, il Rione bianconero è il vero vincitore morale del Palio».- Ma lei è d'accordo con il Consiglio di Giustizia?«Io ne rispetto l'operato. Poi ritengo, personalmente, che siccome si tratta di un organismo di 2° grado, per usare un paragone con la legge, dovremo essere tutti bravi, in Ente e nel Comitato esecutivo delle Contrade, a risolvere gli eventuali problemi futuri nel primo grado...».- Perchè ciò accada però la manifestazione non dovrà più aver guai.«E' quello a cui tutti lavoriamo, con grande impegno. Proprio ieri (sabato per chi legge, ndr) abbiamo finalmente consegnato all'assessore al Palio la bozza finale del nuovo regolamento, su cui si aprirà un vasto confronto».- Si parla di novità importanti in tema di pista, controlli antidoping, impiego di cavalli mezzosangue.«Non vorrei entrare troppo nel dettaglio, per rispetto a Sateriale e Modonesi e delle altre parti che saranno chiamate a discuterne presto, ma sostanzialmente le anticipazioni date dal Carlino sono state confermate».- Dunque pista con curve più larghe e maggior uso di sabbia nel fondo, poi...«Che fa, sbircia? Le posso dire un punto che proporrò io di modificare: chiederò che il 'giudice di campo' abbia pieno potere nell'interrompere la gara al minimo problema. Il 28 maggio, nel bailamme, si è verificato che chi era sul podio del mossiere doveva richiedere un pronunciamento dei Savi. Si è agito sull'onda emotiva e per buon senso, e ciò è stato riconosciuto. Ma per aumentare la sicurezza occorre a mio giudizio essere più precisi. Così come è opportuno, e di questo nel regolamento ci sono passaggi chiari, rendere più serrata e severa la vigilanza contro le scorrettezze commesse, da chiunque, dentro l'anello di piazza Ariostea».- Dunque la sua valutazione è che la gara si debba correre lì.«Il presupposto del lavoro delle commissioni formate da esponenti delle Contrade, oltre che lo studio condotto sui materiali e la nuova conformazione della pista, vanno in quel senso. Ma è chiaro che si tratta in questa fase di una proposta, che assieme al Comune, agli organi di vigilanza dell'Azienda Usl ed a quanti parteciperanno al confronto dovrà essere vagliata con estremo rigore».- Senza perdere nemmeno troppo tempo, perchè maggio è solo apparentemente lontano.«Mi ha tolto le parole di bocca. Sì, dovremo lavorare seriamente ma anche con celerità».- Intanto si avvicina, celermente, anche la scadenza del 22 dicembre. All'antivigilia del Natale l'Ente Palio andrà alla sbarra in Tribunale, per la causa intentata dagli animalisti della Lav che invocano un cospicuo risarcimento danni per gli incidenti costati la vita a due cavalli.«Ci siamo attrezzati anche per questa evenienza: l'avvocato Tiziano Tagliani ha predisposto una dettagliata memoria difensiva, che consegneremo al giudice proprio all'avvio della causa».- Torniamo a San Paolo. Deluso per la mancata assegnazione della vittoria, attende almeno una sede.«Sostengo l'impegno assunto dall'assessore Modonesi. Anche per l'Ente Palio si tratta di una priorità. Per questo già domani mi attiverò per verificare la disponibilità di fondi per la messa a norma dei locali. E mi pare che al di là dei lavori che saranno necessari, sarebbe bello poter fare il brindisi di Natale con il Rione bianconero nei nuovi locali di piazzetta Schiatti».
onor di cronaca
«La vittoria era solo nostra»La Nuova Ferrara del 11/12/2006 ed. Nazionale p. 7
San Paolo contesta ancora il consiglio di giustiziaNon sembra placarsi la polemica nel mondo del palio dopo la decisione del consiglio di giustizia di non assegnare il palio 2006. La contrada di San Paolo si sente penalizzata e defraudata da questa decisione e continua tramite il suo massaro Andrea Rimondi a ribadire che l'organo giudicante dell'Ente Palio abbia usato due pesi e due misure nel giudizio dei fatti accaduti in piazza Ariostea.«Riteniamo - dice il massaro di San Paolo - di avere meritatamente e lealmente conseguito. Come abbiamo dichiarato durante l'udienza, che al momento dell'assurda chiusura della gara (100 metri all'arrivo) il nostro cavallo si trovava in testa. Il principale difetto che abbiamo riscontrato nella decisione, è quello di avere giudicato come si trattasse di un evento sportivo qualsiasi, di non essere quindi entrati nella mentalità e nello spirito del Palio, che è non paragonabile ad alcun altro evento, sportivo e non, e di avere altresì creato un precedente unico in Italia, mai era successo in alcuna piazza che non venisse assegnato un Palio, aprendo la strada, in un momento così difficile, a pericolose conseguenze» Non sono piaciute nememno alcune motivazioni alla sentenza come nel passaggio che dice «che i vertici della Contrada sono tenuti alla più rigorosa correttezza e sincerità in quanto chiamati al ruolo di educatori dei propri contradaioli più giovani».«Ebbene - prosegue Rimondi - questo invito per noi è un insulto, proprio la nostra correttezza e il nostro rigore ci vengono oggi contestati da più parti, se i nostri ragazzi non fossero stati così corretti ed educati con tutta probabilità oggi il Palio farebbe bella mostra di se nei nostri locali senza che alcuna conseguenza ci avesse sfiorato, come le vostre sentenze hanno dimostrato».«Nonostante ciò - conclude il massaro di S. Paolo - continuiamo a crederci e seguiteremo ad imporre ai nostri sostenitori quel rispetto e quella correttezza che sempre ci hanno contraddistinto».La contrada sente il dovere di ringraziare quanto hanno preso posizione in favore della contrada in questa vicenda, che l'ha vista privata del palio della corsa più ambita, quella dei cavalli, come ad esempio l'assessore al palio Aldo Modonesi.Nel frattempo l'Ente Palio dovrà decidere in queste settimane nuove regole per le gare in pista.
San Paolo contesta ancora il consiglio di giustiziaNon sembra placarsi la polemica nel mondo del palio dopo la decisione del consiglio di giustizia di non assegnare il palio 2006. La contrada di San Paolo si sente penalizzata e defraudata da questa decisione e continua tramite il suo massaro Andrea Rimondi a ribadire che l'organo giudicante dell'Ente Palio abbia usato due pesi e due misure nel giudizio dei fatti accaduti in piazza Ariostea.«Riteniamo - dice il massaro di San Paolo - di avere meritatamente e lealmente conseguito. Come abbiamo dichiarato durante l'udienza, che al momento dell'assurda chiusura della gara (100 metri all'arrivo) il nostro cavallo si trovava in testa. Il principale difetto che abbiamo riscontrato nella decisione, è quello di avere giudicato come si trattasse di un evento sportivo qualsiasi, di non essere quindi entrati nella mentalità e nello spirito del Palio, che è non paragonabile ad alcun altro evento, sportivo e non, e di avere altresì creato un precedente unico in Italia, mai era successo in alcuna piazza che non venisse assegnato un Palio, aprendo la strada, in un momento così difficile, a pericolose conseguenze» Non sono piaciute nememno alcune motivazioni alla sentenza come nel passaggio che dice «che i vertici della Contrada sono tenuti alla più rigorosa correttezza e sincerità in quanto chiamati al ruolo di educatori dei propri contradaioli più giovani».«Ebbene - prosegue Rimondi - questo invito per noi è un insulto, proprio la nostra correttezza e il nostro rigore ci vengono oggi contestati da più parti, se i nostri ragazzi non fossero stati così corretti ed educati con tutta probabilità oggi il Palio farebbe bella mostra di se nei nostri locali senza che alcuna conseguenza ci avesse sfiorato, come le vostre sentenze hanno dimostrato».«Nonostante ciò - conclude il massaro di S. Paolo - continuiamo a crederci e seguiteremo ad imporre ai nostri sostenitori quel rispetto e quella correttezza che sempre ci hanno contraddistinto».La contrada sente il dovere di ringraziare quanto hanno preso posizione in favore della contrada in questa vicenda, che l'ha vista privata del palio della corsa più ambita, quella dei cavalli, come ad esempio l'assessore al palio Aldo Modonesi.Nel frattempo l'Ente Palio dovrà decidere in queste settimane nuove regole per le gare in pista.
9 dicembre 2006
AGGIUNGIAMO CONFUSIONE ALLA CONFUSIONE
AGGIUNGIAMO CONFUSIONE ALLA CONFUSIONE
Cronistoria
Il 30 novembre il Consiglio di Giustizia dell’Ente Palio ha deliberato sul ricorso del Rione S.Paolo. Pollice giù. Non ha accettato il ricorso.
Ma non solo……..vedremo più avanti
Due gg dopo sul Carlino, Stefano Lolli scrive la Sua sulla sentenza. Non è in accordo con quanto deliberato dal Consiglio.
In contemporanea e successivamente, interventi dei dirigenti del Rione S.Paolo sulla stampa locale.
E giustamente vanno registrate anche 2 lettere di contradaioli di S.Paolo: la Chicca e Brescanzin.
In occasione della Fiera del Regalo S.Paolo mette in atto uno sciopero, non presenta i propri contradaioli alle manifestazioni di sabato e domenica 2-3 dicembre.
Il 6 dicembre si riunisce il CE, e il presidente dell’Ente Palio, Vainer Meriggi annuncia che con la delibera del consiglio di Giustizia, considera chiuso il ricorso del Rione S.Paolo. Non risulta nessuna presa di posizione da parte dei componenti del CE.
Poi l’8 dicembre, arriva anche la lettera dei componenti del consiglio di presidenza.
E oggi è arrivato l’intervento sul Carlino dell’Assessore al Palio Aldo Modenesi.
E ora tocca a me. Si consideri che io non scriverò mai una lettera al direttore, di qualunque giornale. Non l’ho mai fatto e non lo farò mai.
La mia opinione, dato che siamo sul mio Blog?
Ognuno deve rimanere al suo posto! E ognuno deve fare la sua parte.
Nell’organizzazione dell’Ente Palio non si era mai visto l’intervento del Consiglio di Giustizia. Da più parti era stato chiesto di “ristrutturare” l’Ente Palio e lo si chiedeva per allargarlo alla città, e quindi la formazione di alcuni consessi formati da personalità oppure da tecnici extra contrade.
Il primo fu il Maestrato dei Savi, che normalmente agisce durante le corse al Palio, e poi il Consiglio di Presidenza, e poi il Consiglio di Giustizia.
Il 2006, per la prima volta li ha visti tutti convocati! Il grave infortunio di BAO NERO, e le spintonate tra fantini hanno fatto in modo che tutti e tre i consessi si riunissero per deliberare.
Ah non dimentichiamo che il primo problema che ha visto l’intervento di uno dei tre consessi è stato il calcione del cavallo di S.Spirito al cavallo di S.Luca. Il Maestrato dei Savi si è riunito e su indicazione del responsabile dei veterinari ha escluso dalla gara il cavallo dei rossoverdi, perché la ferita veniva considerata non lieve. Fu chiesto al mossiere chi era stato a dare il calcione, e lui disse che non aveva visto bene, ma gli sembrava il cavallo di S.Maria in Vado, che già varie volte aveva scalciato, a vuoto per fortuna……………………..
A chi non lo sa devo spiegare che durante il Palio, i rappresentanti delle contrade sono i Maestri di Campo, e sono presenti a tutte le riunioni, indette da tutti i responsabili dell’Ente Palio. Il Maestro di Campo del Rione S.Spirito, da più di 10 anni sono io. A quella riunione responsabile dei veterinari-consiglio dei savi. Maestri di Campo, io c’ero………….e quando sentii il mossiere dire che gli sembrava…………….io dissi no è stato il mio cavallo!
E’ da far presente che qualcuno, non mi ricordo se componente dei savi o maestro di campo disse “ma non si può squalificare il cavallo che ha calciato?” il mossiere fece presente che non gli sembrava un calcio maldestro, ma che si sa che sono cose che possono succedere e fino a quel momento non aveva visto problematiche di sorta. Si riprese a far entrare i cavalli. I responsabili di S. Luca chiesero urlando dall’interno della pista che secondo loro l’infortunio non era grave e quindi potevano correre. Gli fu ribadito che oramai la decisione era stata presa.
Caro sig Brescanzin prima di sparare sentenze s’informi meglio!!!! Non è colpa nostra se il suo cammino e quello dei contradaioli di S.Paolo è stato difficile! Chi sa di Palio sa esattamente quanto io e i miei contradaioli portiamoo affetto ed amicizia al Rione S.Paolo.
Chi sa di Palio sa anche che di tutto si può dire su STEFANO LOLLI, ma che non sia un grande conoscitore del Palio………………………………………………….grande giornalista e grande contradaiolo……………………………….Ma soprattutto sa calarsi nelle due attività con professionalità indiscussa.
Scrivendo di Palio non ha voluto solo raccontarlo, ma lo ha voluto vivere da dentro. E naturalmente ha compreso le molteplici sfaccettature che rendono questo mondo così stupendo.
La razionalità espressa dal Consiglio di Giustizia gli è sembrata eccessiva.
Non ha impugnato la sentenza, ha solo fatto presente che è stata deliberata senza entrare nel merito delle problematiche avvenute il 28 maggio.
Quando imputa a qualcuno che non era presente al Palio, e che questi si offenda dicendo “ma noi c’eravamo….eravamo seduti nel palco delle autorità” …….appunto. Questo andava bene come spettatori, non come componenti del Consiglio di Giustizia…..
Sedici pagine sono state scritte, ricostruendo tutta la storiaccia, e da competenti hanno navigato tra i regolamenti e statuti dell’Ente Palio, considerati un “GINEPRAIO” (pag.5) e hanno a ciascun organo dato un senso. Bel lavoro. Ad alcuni dei miei contradaioli il lavoro è piaciuto perchè ben presentato e ben scritto. Soprattutto traspare una buona conoscenza del trattamento di norme. Si evince che………….siamo o non siamo il Consiglio di Giustizia? …sia fatta Giustizia.
Lungi da me criticare la parte di presentazione dell’istruttoria, la spiegazione delle varie competenze, ma quando sono arrivato a pag.12 sono rimasto un po’ perplesso:
…Incidentalmente si censura il comportamento della ricorrente (S.Paolo) che, esplicitando tematiche difensive che prescindono dalla rigorosa ricostruzione dei fatti, fa del diritto di difesa un uso eccessivo e temerario, sul quale questo consiglio con le precedenti sentenze del 13 u.s. ha già avuto modo di precisare che giudicherà in futuro con severità.
E POI RAFFORZATIVO PER TUTTE LE CONTRADE:
I rappresentanti di Contrada non devono pensare di rispondere del loro operato esclusivamente verso i contradaioli…..
MAGARI CARI SIGNORI………………PER ME SAREBBE TUTTO PIU’ FACILE, anche perché la mia carica in rione dipende si da una votazione, e quindi da elettori, ma non è sicuramente paragonabile all’elezione di un rappresentante partitico!!!!
MA CONTINUIAMO A LEGGERE
Essi, proponendosi quali rappresentanti di poli aggregativi basati su vincoli solidaristici e di aiuto del prossimo, sono portatori di interessi e responsabilità importanti ed hanno il dovere di proporsi con estremo rigore e correttezza
SECONDO ME CONTRADA NON VUOL DIRE SOLO ESCLUSIVAMENTE QUESTO!
QUESTO E’ QUELLO CHE CONTRADDISTINGUE ASSOCIAZIONI SPECIALISTICHE DI SETTORE, NON SICURAMENTE UNA CONTRADA.
E PER FINIRE IL MONITO:
Tali considerazioni non sono frutto di mero esercizio dialettico ma costituiscono alcune delle considerazioni sulle quali, come vedremo, questo Consiglio formulerà le sue conclusioni.
VOLEVO RAMMENTARE CHE QUESTO E’ SCRITTO PER S.PAOLO, ma che dovrebbe valere per tutte le contrade………………………………….ma per i ricorsi di S.GIACOMO e S.GIORGIO perché si sono ridotte le pene?
Io non discuto i 4 o i 3 anni, discuto che questo Consiglio che bacchetta i responsabili di contrada, e forse giustamente, è il primo che si lascia andare . A cosa serviva abbassare le pene. Differenziarle si, ma ridurle, alla luce di quanto poi argomentato per S.Paolo, è sembrato non seguire la stessa logica. Attenzione faccio presente la sostanza e non la sentenza per questa o quella contrada! Non spetta a me questo, come rappresentante di contrada, spetta al Consiglio di Giustizia.
SI FA LUNGA MA E’ MEGLIO SVISCERARE TUTTO:
Da pag. 15….”Ma il Palio non è più solo una corsa (di cavalli, asine e putti); gli stessi ambienti istituzionali ormai gli riconoscono una funzione di supporto alla riqualificazione storica e culturale dell’intera città ed in tale ottica esso ha assunto una rilevanza anche sul piano nazionale.
E’ quindi indispensabile che anche nell’ottica di opportunità delle scelte, si abbia la piena consapevolezza del ruolo e delle funzioni verso le quali il Palio è proiettato.
MA SE A QUESTO PUNTO NON AVESSIMO COMPRESO, ECCO IL RAFFORZATIVO:
In altri termini la visuale degli interessi di Contrada, seppur importante per quanto innanzi detto, non va considerata la sola esistente in quanto le finalità di valorizzazione, promozione e sviluppo dell’intero Ente Palio non possono essere tenuti presenti. Se il Palio è cresciuto è merito delle Contrade, però se esse vogliono che esso cresca e si sviluppi ulteriormente devono cedere il passo agli interessi comuni che l’Ente in quanto tale rappresenta. Regole forti, professionalità, linearità compartimentali, trasparenza.
Cronistoria
Il 30 novembre il Consiglio di Giustizia dell’Ente Palio ha deliberato sul ricorso del Rione S.Paolo. Pollice giù. Non ha accettato il ricorso.
Ma non solo……..vedremo più avanti
Due gg dopo sul Carlino, Stefano Lolli scrive la Sua sulla sentenza. Non è in accordo con quanto deliberato dal Consiglio.
In contemporanea e successivamente, interventi dei dirigenti del Rione S.Paolo sulla stampa locale.
E giustamente vanno registrate anche 2 lettere di contradaioli di S.Paolo: la Chicca e Brescanzin.
In occasione della Fiera del Regalo S.Paolo mette in atto uno sciopero, non presenta i propri contradaioli alle manifestazioni di sabato e domenica 2-3 dicembre.
Il 6 dicembre si riunisce il CE, e il presidente dell’Ente Palio, Vainer Meriggi annuncia che con la delibera del consiglio di Giustizia, considera chiuso il ricorso del Rione S.Paolo. Non risulta nessuna presa di posizione da parte dei componenti del CE.
Poi l’8 dicembre, arriva anche la lettera dei componenti del consiglio di presidenza.
E oggi è arrivato l’intervento sul Carlino dell’Assessore al Palio Aldo Modenesi.
E ora tocca a me. Si consideri che io non scriverò mai una lettera al direttore, di qualunque giornale. Non l’ho mai fatto e non lo farò mai.
La mia opinione, dato che siamo sul mio Blog?
Ognuno deve rimanere al suo posto! E ognuno deve fare la sua parte.
Nell’organizzazione dell’Ente Palio non si era mai visto l’intervento del Consiglio di Giustizia. Da più parti era stato chiesto di “ristrutturare” l’Ente Palio e lo si chiedeva per allargarlo alla città, e quindi la formazione di alcuni consessi formati da personalità oppure da tecnici extra contrade.
Il primo fu il Maestrato dei Savi, che normalmente agisce durante le corse al Palio, e poi il Consiglio di Presidenza, e poi il Consiglio di Giustizia.
Il 2006, per la prima volta li ha visti tutti convocati! Il grave infortunio di BAO NERO, e le spintonate tra fantini hanno fatto in modo che tutti e tre i consessi si riunissero per deliberare.
Ah non dimentichiamo che il primo problema che ha visto l’intervento di uno dei tre consessi è stato il calcione del cavallo di S.Spirito al cavallo di S.Luca. Il Maestrato dei Savi si è riunito e su indicazione del responsabile dei veterinari ha escluso dalla gara il cavallo dei rossoverdi, perché la ferita veniva considerata non lieve. Fu chiesto al mossiere chi era stato a dare il calcione, e lui disse che non aveva visto bene, ma gli sembrava il cavallo di S.Maria in Vado, che già varie volte aveva scalciato, a vuoto per fortuna……………………..
A chi non lo sa devo spiegare che durante il Palio, i rappresentanti delle contrade sono i Maestri di Campo, e sono presenti a tutte le riunioni, indette da tutti i responsabili dell’Ente Palio. Il Maestro di Campo del Rione S.Spirito, da più di 10 anni sono io. A quella riunione responsabile dei veterinari-consiglio dei savi. Maestri di Campo, io c’ero………….e quando sentii il mossiere dire che gli sembrava…………….io dissi no è stato il mio cavallo!
E’ da far presente che qualcuno, non mi ricordo se componente dei savi o maestro di campo disse “ma non si può squalificare il cavallo che ha calciato?” il mossiere fece presente che non gli sembrava un calcio maldestro, ma che si sa che sono cose che possono succedere e fino a quel momento non aveva visto problematiche di sorta. Si riprese a far entrare i cavalli. I responsabili di S. Luca chiesero urlando dall’interno della pista che secondo loro l’infortunio non era grave e quindi potevano correre. Gli fu ribadito che oramai la decisione era stata presa.
Caro sig Brescanzin prima di sparare sentenze s’informi meglio!!!! Non è colpa nostra se il suo cammino e quello dei contradaioli di S.Paolo è stato difficile! Chi sa di Palio sa esattamente quanto io e i miei contradaioli portiamoo affetto ed amicizia al Rione S.Paolo.
Chi sa di Palio sa anche che di tutto si può dire su STEFANO LOLLI, ma che non sia un grande conoscitore del Palio………………………………………………….grande giornalista e grande contradaiolo……………………………….Ma soprattutto sa calarsi nelle due attività con professionalità indiscussa.
Scrivendo di Palio non ha voluto solo raccontarlo, ma lo ha voluto vivere da dentro. E naturalmente ha compreso le molteplici sfaccettature che rendono questo mondo così stupendo.
La razionalità espressa dal Consiglio di Giustizia gli è sembrata eccessiva.
Non ha impugnato la sentenza, ha solo fatto presente che è stata deliberata senza entrare nel merito delle problematiche avvenute il 28 maggio.
Quando imputa a qualcuno che non era presente al Palio, e che questi si offenda dicendo “ma noi c’eravamo….eravamo seduti nel palco delle autorità” …….appunto. Questo andava bene come spettatori, non come componenti del Consiglio di Giustizia…..
Sedici pagine sono state scritte, ricostruendo tutta la storiaccia, e da competenti hanno navigato tra i regolamenti e statuti dell’Ente Palio, considerati un “GINEPRAIO” (pag.5) e hanno a ciascun organo dato un senso. Bel lavoro. Ad alcuni dei miei contradaioli il lavoro è piaciuto perchè ben presentato e ben scritto. Soprattutto traspare una buona conoscenza del trattamento di norme. Si evince che………….siamo o non siamo il Consiglio di Giustizia? …sia fatta Giustizia.
Lungi da me criticare la parte di presentazione dell’istruttoria, la spiegazione delle varie competenze, ma quando sono arrivato a pag.12 sono rimasto un po’ perplesso:
…Incidentalmente si censura il comportamento della ricorrente (S.Paolo) che, esplicitando tematiche difensive che prescindono dalla rigorosa ricostruzione dei fatti, fa del diritto di difesa un uso eccessivo e temerario, sul quale questo consiglio con le precedenti sentenze del 13 u.s. ha già avuto modo di precisare che giudicherà in futuro con severità.
E POI RAFFORZATIVO PER TUTTE LE CONTRADE:
I rappresentanti di Contrada non devono pensare di rispondere del loro operato esclusivamente verso i contradaioli…..
MAGARI CARI SIGNORI………………PER ME SAREBBE TUTTO PIU’ FACILE, anche perché la mia carica in rione dipende si da una votazione, e quindi da elettori, ma non è sicuramente paragonabile all’elezione di un rappresentante partitico!!!!
MA CONTINUIAMO A LEGGERE
Essi, proponendosi quali rappresentanti di poli aggregativi basati su vincoli solidaristici e di aiuto del prossimo, sono portatori di interessi e responsabilità importanti ed hanno il dovere di proporsi con estremo rigore e correttezza
SECONDO ME CONTRADA NON VUOL DIRE SOLO ESCLUSIVAMENTE QUESTO!
QUESTO E’ QUELLO CHE CONTRADDISTINGUE ASSOCIAZIONI SPECIALISTICHE DI SETTORE, NON SICURAMENTE UNA CONTRADA.
E PER FINIRE IL MONITO:
Tali considerazioni non sono frutto di mero esercizio dialettico ma costituiscono alcune delle considerazioni sulle quali, come vedremo, questo Consiglio formulerà le sue conclusioni.
VOLEVO RAMMENTARE CHE QUESTO E’ SCRITTO PER S.PAOLO, ma che dovrebbe valere per tutte le contrade………………………………….ma per i ricorsi di S.GIACOMO e S.GIORGIO perché si sono ridotte le pene?
Io non discuto i 4 o i 3 anni, discuto che questo Consiglio che bacchetta i responsabili di contrada, e forse giustamente, è il primo che si lascia andare . A cosa serviva abbassare le pene. Differenziarle si, ma ridurle, alla luce di quanto poi argomentato per S.Paolo, è sembrato non seguire la stessa logica. Attenzione faccio presente la sostanza e non la sentenza per questa o quella contrada! Non spetta a me questo, come rappresentante di contrada, spetta al Consiglio di Giustizia.
SI FA LUNGA MA E’ MEGLIO SVISCERARE TUTTO:
Da pag. 15….”Ma il Palio non è più solo una corsa (di cavalli, asine e putti); gli stessi ambienti istituzionali ormai gli riconoscono una funzione di supporto alla riqualificazione storica e culturale dell’intera città ed in tale ottica esso ha assunto una rilevanza anche sul piano nazionale.
E’ quindi indispensabile che anche nell’ottica di opportunità delle scelte, si abbia la piena consapevolezza del ruolo e delle funzioni verso le quali il Palio è proiettato.
MA SE A QUESTO PUNTO NON AVESSIMO COMPRESO, ECCO IL RAFFORZATIVO:
In altri termini la visuale degli interessi di Contrada, seppur importante per quanto innanzi detto, non va considerata la sola esistente in quanto le finalità di valorizzazione, promozione e sviluppo dell’intero Ente Palio non possono essere tenuti presenti. Se il Palio è cresciuto è merito delle Contrade, però se esse vogliono che esso cresca e si sviluppi ulteriormente devono cedere il passo agli interessi comuni che l’Ente in quanto tale rappresenta. Regole forti, professionalità, linearità compartimentali, trasparenza.
COMPLETAMENTE GIUSTO. MA CHI L’HA MAI MESSO IN DUBBIO? I NOSTRI COMPITI LI CONOSCIAMO BENISSIMO.
MA NON BASTAVA DIRE………….non avete compiuto tutti i giri. Quindi Palio nullo.
E poi nell’incontro pubblico con le contrade si spiegavano queste cose, e da qui si prendeva spunto per mettere ordine nelle leggi del futuro?
SI EVITAVA ANCHE DI OFFENDERSI SE QUALCUNO, sulla stampa quotidiana, INSINUAVA UN MODO DI AGIRE NON CONSONO ALLA MANIFESTAZIONE, ED ALLO SPIRITO DELLA STESSA.
Nel momento che c’è un organo dell’Ente Palio che delibera io accetto quanto deciso.
Non mi permetterei mai di discuterlo. Altrimenti cosa serve?
Il fatto che si rimarchi che è mio dovere comportarmi bene, quando poi si parla solo in generico, permettetemi illustri signori che, partendo dal fatto che non vi abbiamo mai visto prima ad un incontro con le contrade, ci si rimanga un po’ corti.
E poi se c’è un giornalista che scrive quello che pensa, surrogato dalla sua conoscenza in fatto di Palio, non vi deve “costringere” a scrivere le vostre spiegazioni su quanto da voi deliberato. Avete deliberato e basta. Ci penserà poi l’Ente Palio, tramite apposito ufficio stampa, a dialogare con il giornalista.
Altrimenti viene sminuita la figura di giudice.
Lasciatemi stare Stefano. E poi ha ragione con il fatto che avete risposto al suo articolo, lo dovevate fare anche per quello precedente.
STEFANO, comunque quando scrive di Palio, QUALUNQUE COSA SCRIVA (e ricordatevi che non è mai di parte………..si metta ben in chiaro, perché è il primo moralizzatore e non guarda in faccia a nessuno, ne so qualcosa io con un 2 un anno in classifica…….) CERCA SEMPRE DI CAPIRE IL PERCHE’ DI UN CERTO COMPORTAMENTO.
Poi ha anche lui le sue fisse, ma è anche vero che ci taccia di essere dei presuntuosi che pensiamo di avere sempre ragione……………ma caro STEFANO si è mai visto un Capocontrada dire che ha sbagliato?
Arriviamo alla intervista di ALDO MODENESI.
Lui ha ripetuto quello che da mesi dice in pubblico (inamicandosi qualche consigliere della stessa maggioranza). Il Palio del 2006 è di S. Paolo, senza tanti perché e per come. E’ rimasto stranito dalla sentenza avversa e ha detto la sua. Forse dobbiamo aspettarci una risposta da parte dei componenti del Consiglio di Giustizia? Non si finisce più.
ALDO e’ un altro gran conoscitore del nostro ambiente, quindi dovrebbero fare pensare queste prese di posizione. Dovrebbero convincere qualcuno che forse non conoscono quelle mille sfaccettature del nostro mondo stupendo.
Dovrebbero convincere qualcuno che non basta essere seduti in tribuna per comprendere il Palio.
Nel momento che si viene chiamati a derimere una controversia si cerchi prima di tutto di comprendere E DI CONOSCERE gli attori implicati.
E poi un pensierino per S.Paolo. Tutta la solidarietà possibile...............però qualche riferimento potevate risparmiarvelo. E poi attenzione a fare i ricorsi, Vi hanno preso in castagna sul n° dei giri....................e poi cercate di comprendere anche certi atteggiamenti di contrade ed Ente nei vostri confronti.........................alcuni di voi si lamentano per i fatti che vi accadono........però spiegategli bene certi passaggi! Laura tieni duro!
A proposito non condivido la presenza di un rappresentante degli Animalisti nelle commissioni Ente Palio. La proposta nasce per fare trasparenza………………..ma guardate che non ne abbiamo mica bisogno. Volete essere dei garanti, benvenuti…non abbiamo problemi……ma non come componenti. A ognuno il proprio compito.
Avrei ancora da scrivere ma chi è arrivato fin qua forse mi ha già mandato a quel paese.
Ma un Blog è un diario e quindi alla prossima pagina.
A proposito non condivido la presenza di un rappresentante degli Animalisti nelle commissioni Ente Palio. La proposta nasce per fare trasparenza………………..ma guardate che non ne abbiamo mica bisogno. Volete essere dei garanti, benvenuti…non abbiamo problemi……ma non come componenti. A ognuno il proprio compito.
Avrei ancora da scrivere ma chi è arrivato fin qua forse mi ha già mandato a quel paese.
Ma un Blog è un diario e quindi alla prossima pagina.
Iscriviti a:
Post (Atom)



