7 marzo 2011

8 marzo 2011 festa delle donne



a nome di tutti i contradaioli del rione santo spirito
auguri di una grande festa gialloverde a tutte le contradaiole

7 novembre 2008

IO HO UNA C3...e questa sarà la nuova del 2009




Si avvicina sempre di più il momento in cui l'attuale Citroen C3 lascerà il posto ad un modello tutto nuovo, atteso nelle concessionarie all'inizio del prossimo anno. La futura C3 avrà, però, una gamma articolata su svariate declinazioni, quindi non solo la versione a 5 porte, ma anche una tre porte dallo stile sportivo, quasi da coupè; e una versione monovolume (già anticipata da questo blog alcuni mesi fa). Tutte avranno uno stile molto personale e differenziato. In un secondo momento si aggiungerà anche la nuova versione della Pluriel che tanto successo ha riscosso sul mercato negli ultimi anni. Per quanto riguarda le dimensioni, l'unica con cui si può fare un confronto è la versione 5 porte; la nuova C3 5 porte sarà più lunga di 13 cm, più larga di 5 cm mentre l’altezza diminuirà di 5 cm rispetto all'attuale versione. Nessuna anticipazione, per ora, sulla gamma motori, che dovrebbe basarsi su alcuni propulsori inediti e grintosi.

6 novembre 2008

Quattroruote 1963

Ho una discreta raccolta di Quattroruote e questo è uno dei numeri più interessanti.





4 novembre 2008

Parasacco mio paese natale

ed il 13 ottobre....vi sono nato io!!!

1 novembre 2008

panorami..visti per lavoro..







In questi giorni sono andato in giro per lavoro. Lunedì scorso ero in tunisia, giovedi in Francia e Germania........con una differenza di 20°c e dal vento africano alla neve della foresta nera.
E poi c'è la foto del grande WC della Duravit che campeggia nella sede storica e dove vengono creati i nuovi modelli.......ah per chi non lo sapesse...sono un progettista di fabbriche di sanitari!!!
Il lavoro mi porta in giro per il mondo...anche perchè in Italia...oramai di sanitari ce ne sono troppi....

22 ottobre 2008

Robert Redford in Natural

...una sequenza da capolavoro.....

il Baseball il mio sport preferito nei film

scena finale de L'uomo dei sogni

22 ottobre 1922-1998-2008

oggi sarebbe stato l'86° compleanno di mio padre.

Purtroppo se ne è andato 10 anni fa.

Comunque un regalo glielo volevo fare.................

questo era il film preferito e questa sequenza non so quante volte l'ha vista!

Buon compleanno Bertino, il primo compleanno insieme alla mamma..

15 ottobre 2008

dedicato a mia mamma

16 ottobre 2008, nel giorno dell'addio a mia madre

29 maggio 2007

...scusate...non sono sparito

Ciao a tutti
mi sono reso conto che da molto non scrivo sul mio blog personale.
Chi mi conosce sa che sono un responsabile del Rione Santo Spirito del Palio Città di Ferrara, e quindi sa anche quanto in tquesto periodo sia impegnato ad organizzare e a difendere la festa del Palio.
E per non disperdere le forze, io e i contradaioli ci siamo tutti concentrati a tener vivo il blog del rione
quindi potete leggere i miei interventi sul blog del rione
wwww.rionesantospirito.it

ciao e seguiteci......

2 aprile 2007

PRESENTATO IL PALIO DEL 2007.........Considerazioni

Sabato 31 marzo è stato presentato il Palio 2007.
Ci sono state delle belle novità...e altre meno. Credo che il 31 marzo 2007 sia importante quanto il 28 maggio 2006, forse di più del prossimo 27 maggio 2007. Perchè? ma semplicemente perchè in occasioni come queste si vede veramente chi ci crede nel sistema contrada....chi un pò meno e chi nulla!
E poi ancora una volta, e credo che non ce ne fosse bisogno, è stata dimostrata la ottima scelta per il nuovo presidente. Vainer Merighi ha ricevuto dai presenti un applauso che deve essere ricordato non solo per la lunga durata, ma per la passione messa nella forza del gesto.
Il 31 marzo è diventato veramente il presidente di tutte le contrade!

E di Aldo Modonesi l'assessore al Palio del comune di Ferrara cosa dobbiamo dire? Un enorme grande grazie e la riconferma della stima che ho nei suoi confronti. In questi mesi è stata la persona "importante" più vicina ai nostri vari pensieri, e assieme a lui abbiamo raggiunto gli scopi che ci eravamo prefissati, ma sopratutto lo abbiamo fatto senza mettere in campo sotterfugi, ma le forze che ci sono nel SISTEMA CONTRADA.
Che qualcuno rifletta su quanto è successo il 31 marzo, che pensi al futuro non solo guardando il passato, ma prendendo coscienza che c'è chi parla e chi agisce ragionando!
Qui sta la grande differenza e qualcuno deve scegliere!
Non chiedo che si debba essere pro o contro il nostro SISTEMA CONTRADA, troppi anni ho vissuto con questo peso, chiedo solo di RAGIONARE e DECIDERE, che non stiamo vivendo in un reality, ma stiamo costruendo giorno per giorno un pezzo della nostra storia, un pezzo della nostra cultura, un pezzo della nostra passione.
Hanno detto bando ad AUTOREFERENZIARSI, ma chi l'ha mai fatto? se abbiame urlato chi siamo e cosa facciamo, che male c'è?
Qualcuno ha messo in piazza 10.000 firme, dicendo ", guarda che malloppo che ti porto!""non siamo in pochi a pensare di smetterla". Noi d'altro canto abbiamo messo in piazza (ariostea) 3.000 contradaioli per 36 anni (fate voi la somma e ditemi se il tutto si deve ridurre alla quantificazione numerica...che miseria...).
E' ora di finirla. Io e altri contradaioli rispettiamo chi non la pensa come noi; chiediamo che sia così anche per l'altra parte!, Poi si può iniziare a confrontarci.
Chi ci deride dicendo "ci avete chiamato il giorno prima per presentarci le vostre idee", rispondiamo che le porte delle sedi di contrada sono aperte tutti i giorni, e sono aperte al dialogo.
Ci risentiamo questa sera.

19 febbraio 2007

intervista di SPIGOLATURE al Presidente Ente Palio

Palio 2007 – Colloquio con Vainer Merighi (Pres. Ente Palio della Città di Ferrara)



Inviato da Daniela Frondiani
Giovedì 1 Febbraio 2007 abbiamo incontrato il Presidente, Dott. Vainer Merighi, presso i locali dell’Ente Palio della Città di Ferrara.
Prima di iniziare il nostro colloquio sul Palio, i coordinatori del nostro sito, Gian Luca Balestra e Massimo Gherardi, hanno presentato “Spigolature” e ne hanno, soprattutto, illustrato l’obiettivo primario: parlare delle cose che si toccano con mano ossia vedere, raccontare e dare espressione. Hanno sottolineato, inoltre, come la dialettica ed il confronto siano fondamentali, ma ancora più importante sia il “come”, in quanto tutto può essere discusso, purché non venga meno il rispetto delle persone e non si vada a ledere la loro dignità. Le pagine del sito sono uno spazio a disposizione della libera espressione di opinione, in cui possono emergere riferimenti contrari ed opposti, ma espressi sempre nei “dovuti modi” e sempre supportati dalla cultura, non interessando la polemica fine a se stessa.
La nostra chiacchierata, per la quale ringrazio il Presidente, si è svolta in modo del tutto informale ed è iniziata con un’affermazione precisa:
«Le cose che dico le penso.» Procediamo, allora. Come sono stati questi primi mesi di Presidenza dell’Ente Palio, soprattutto, come è stato l’impatto con il mondo del Palio? Si tratta di una realtà che già conosceva o è stata una scoperta? Non intendo come entità astratta, bensì reale perché costituita dalla gente del Palio e da quelle grandi realtà che sono le Contrade come grande aggregazione giovanile o trans-generazionale; insomma, un mondo particolare.
«Sono stato Assessore nel Comune di Ferrara e ho avuto diverse occasioni di confrontarmi con l’Ente Palio, soprattutto, per la predisposizione della Piazza Ariostea, per l’effettuazione delle gare, e con le Contrade, perché nell’incarico precedente ero anche Assessore al Patrimonio del Comune di Ferrara e, quindi, ci siamo impegnati per la ricerca delle Sedi delle Contrade».
Continua: «devo onestamente dire che avevo, veramente, una conoscenza parziale di tutto quello che rappresenta il Palio in quanto tale, ma soprattutto le Contrade. Quindi, la ricchezza in termini umani di questa grande aggregazione che è articolata nel territorio e, per me, è stata una scoperta molto importante che mi ha incitato ad andare avanti, a pensare ad un progetto di innovazione, perché ho capito che dietro c’è tanta disponibilità disinteressata, tanta volontà di fare, ma anche tanta capacità. Ho trovato dei ragazzi e ragazze meravigliosi con voglia di fare, ma anche con competenza e, quindi, questo è un fatto importante».
Aggiunge: «se riusciamo in qualche modo a far capire alla città, complessivamente intesa, che il Palio non è solo la corsa di maggio o solamente le manifestazioni del mese di maggio. Belle e importanti, ma che non sono tutto; se riusciamo a far sì che il Palio e le Contrade siano un po’ meno autoreferenziali, ma siano acquisite come patrimonio proprio della città, ecco questo sarebbe un passo in avanti notevole… Ripeto, ho scoperto con grande piacere che c’è un potenziale, forse ancora inespresso, che ha invece bisogno di esplodere. Il mio compito nei prossimi anni sarà proprio questo: se riuscirò a farlo esplodere, sarà un risultato importante, davvero».
Il nostro è un Palio che dura e vive un anno. La gente ci lavora 365 giorni l’anno, ma -forse troppo spesso- si rischia di non riconoscerlo, perché il culmine sono gli eventi di maggio nonostante la sua realizzazione significhi un anno intero di attività. Mi riferisco, in particolare, al rapporto con la Città ossia due entità troppo spesso intese come distinte. Come si può mediare tra questi due poli? Come si può gestire la comunicazione sul Palio?
«Dobbiamo, in qualche modo, cercare di far sì che il Palio e le iniziative della Corte e delle Contrade diventino patrimonio della città e, quindi, accettato dai cittadini, dagli operatori economici, ecc…» è necessario, precisa, «che il Palio e le sue manifestazioni diventino un viatico per qualcosa e, quindi, riconosciuto per questo qualcosa. Io ho una formazione che, a volte, può apparire anche materialistica, purtroppo, ma l’economia spesso è quella molla che ti fa accettare, che ti fa vedere in modo diverso. Allora, io credo che se il Palio diventa un viatico, ad esempio, per la promozione turistica della città - di questa splendida città - e, quindi, una splendida manifestazione, oppure, un insieme di manifestazioni, questo può essere un ottimo elemento per essere maggiormente accolto e “promozionato” dalla città. » Un progetto complesso e articolato, indubbiamente, «è qui che la mia sensibilità si scosta un po’ dal materialista. Io credo che noi non dobbiamo rinunciare al Progetto Culturale del Palio, cioè a tutto quello che il Palio, che le iniziative della Corte e delle Contrade rappresentano dal punto di vista culturale. » Dobbiamo avere sempre ben presente che «il Palio di Ferrara non è il Palio di Siena, che è la rappresentazione di una battaglia, di una guerra. Il Palio di Ferrara, non a caso, era voluto anche dai Duchi come un momento di gioia, di “giostra”, ecc.., quindi, la differenza è grandissima. Il Palio di Ferrara è strettamente legato al Rinascimento. Dunque, noi, approfondendo culturalmente certi aspetti della vita del Rinascimento e riproponendoli – quasi con una lettura filologica – alla città dei nostri giorni, possiamo non perdere il livello culturale della rappresentazione e corrispondere ad un’esigenza materiale che è quella di far sì che questo strumento – il Palio – divenga un viatico turistico, quindi, economico per la città».
Diviene doveroso compiere alcune scelte, tra cui, «fare in modo che le corse di Piazza Ariostea, quindi l’ultima manifestazione, presentino il minor rischio possibile per le persone e per gli animali. Naturalmente, i rischi non si possono eliminare. Però, siccome questa non è una competizione, non è una guerra, bensì un gioco, dobbiamo creare le condizioni per l’agonismo, ma con lo spirito del gioco. E’ bene impegnarci – come stiamo già facendo – per adottare delle regole che siano regole “stringenti”, sia per l’organizzazione delle strutture, sia per quanto riguarda la scelta dei cavalli, sia per quanto concerne le regole “antidopping” e così via, che ci pongano nella condizione di correre nel miglior modo possibile».
Inoltre «si deve far sì che le nostre manifestazioni – mi riferisco al Giuramento, che è molto suggestivo, al Corteo, alla stessa Corsa del Palio – siano, per così dire, studiate in modo da non perdere il loro valore culturale, il loro valore di riferimento, da essere accettate un po’ di più dai cittadini come momenti dinamici. Vi è la necessità di studiare queste manifestazioni in modo nuovo, proponendole in modo nuovo. Noi, infatti, facciamo delle belle cose, ma abbiamo dei tempi estremamente lunghi, abbiamo dei tempi morti e, ormai, la gente che è abituata allo spot televisivo fa fatica ad accogliere queste cose. Allora, si deve far finta di niente? Io credo di no, perché se si vuole avere una comunicativa anche su queste cose dobbiamo studiare in modo nuovo questi tempi, non per ridurli, ma per renderli non vuoti; per dare una maggiore continuità di veduta, di espressione, perché siano maggiormente accettati dai cittadini.»
Insistendo su questi aspetti, dobbiamo «inventarci anche delle cose nuove; cioè, durante il corso dell’anno - oltre al lavoro fatto dalle Contrade, di studio, di approfondimento, di preparazione - le manifestazioni esterne che proponiamo sono, ad es., gli Omaggi al Duca, che si svolgono da marzo alla fine di aprile, per poi riprendere nella stessa formula in autunno. E’ possibile studiare anche cose nuove, dicevo, ed è qui un altro momento di aggancio con la città, approfondendo dei temi insieme ad alcune istituzioni culturali ferraresi – quindi, non da soli – per proporre cose nuove, magari da farsi, da rappresentare nei contenitori culturali: il Castello Estense, il Palazzo dei Diamanti, Palazzo Schifanoia e, perché no, le Delizie Estensi».
Questo punto mi sembra particolarmente importante. Quali sono i temi sui quali c’è bisogno di ricerca e, forse, maggiore specializzazione sino a coinvolgere le istituzioni culturali ferraresi? «Ad esempio, la musica del Rinascimento, le rappresentazioni teatrali – cogliendone dei momenti – i balletti, la festa di Corte, oppure, anche temi molto importanti, a volte trascurati, che se trattati in un certo modo possono rappresentare un viatico culturale importante, ma anche interessante dal punto di vista della rappresentazione. Basta pensare a come si svolgevano i processi una volta: Ugo e Parisina sono stati condannati, ma come li hanno processati? Hanno avuto la possibilità di difendersi? Quindi, con la collaborazione dell’Istituto degli Studi Rinascimentali, affrontare anche temi di questa natura ed evitare che qualcuno, “con la puzza al naso”, pensi che quello che fa lui è cultura di serie A -e, forse, non ha mai un riscontro esterno- mentre quello che facciamo noi è cultura di serie B. L’incontro con diverse istituzioni culturali può portarci ad un incontro che favorisca, comunque, la sensazione che il Palio è qualcosa di più, di grande e che può offrire culturalmente molto. In questo modo, forse, si è ancora più accettati dalla città, dalla popolazione complessiva. Io credo, quindi, che dovremo lavorare in tale direzione.»
Domando: cosa può comportare tutto questo? «comporta capacità di proposta/e, di programmazione e coerenza nell’impostazione, ma anche nella realizzazione degli obiettivi. Da quest’anno dobbiamo pensare a quello che faremo nel 2008/2009, perché gli approfondimenti culturali di cui si è parlato non si possono inventare e, per farli davvero, occorre del tempo. Tuttavia, se si acquisiscono questi tre elementi – proposte, programmazione, capacità di corrispondere agli obiettivi – io sono convinto che si possano trovare anche nuove risorse. Quest’ultimo è un altro argomento che va affrontato, che poi va a chiudere il cerchio rispetto alle categorie economiche: infatti, queste ultime sono disponibili ad investire se hanno un ritorno.»
Entrando nel merito «Ad esempio, se io ho un progetto che viene condiviso, molto probabilmente posso anche trovare delle risorse private e non più basarmi, soltanto, sulle risorse pubbliche che sono tante – che, almeno in questi anni, sono state considerevoli e ci hanno consentito di arrivare fin qui – ma non sono sufficienti. Siccome la finanza pubblica non gode di un ottimo periodo, forse, dobbiamo trovare anche delle fonti alternative di finanziamento. E credo che questa possa essere la via. Se non affrontiamo anche questo argomento corriamo il rischio, non di esaurire, però di consumare la nostra capacità propositiva e, quindi, di proposta nei confronti della città. E’ chiaro che in un momento di risorse calanti, se non ci si impegna per trovare risorse aggiuntive, non si può pensare di fare qualcosa di più, bensì sempre qualcosa di meno.»
Restando in tema di prospettive e visto che ha parlato di rinnovamento: cosa cambierà per il Palio 2007 e come sarà il Palio 2007?
Colgo nella sua voce un leggero tono di rammarico: «Purtroppo, abbiamo avuto poco tempo perché siamo stati molto impegnati nella formulazione delle nuove regole. Cambierà comunque in modo sostanzioso e sostanziale tutta la regolamentazione che riguarda l’allestimento di Piazza Ariostea, la scelta dei cavalli, il come trattare questi ultimi durante la corsa. Cosicché, quel primo obiettivo che io ponevo, all’inizio del mio ragionamento, lo stiamo già raggiungendo con il 2007.»
Insisto: come vede, personalmente, il Palio 2007?
Sorridendo, «Non ancora ottimale per quanto concerne l’intervento sui tempi. Sui punti morti, per ora, non è possibile programmarlo. Però lo vedo fatto nel modo in cui si diceva prima, con una competizione, ma avente un carattere gioioso e non un carattere di guerra, fatta fuori dallo stadio. Questo è già un fatto culturale notevole. E voglio dire anche a questo proposito, che sono stato favorevolmente impressionato dall’impegno delle Contrade che, subito dopo gli avvenimenti del 28 maggio 2006, proprio alcuni giorni dopo, hanno smesso la rivalità e si sono messe a lavorare insieme per cercare di costruire queste nuove regole. Hanno creato un clima favorevole per questo proposito.»
Piazza Ariostea, per concludere, non rappresenta solo la Corsa dei cavalli o l’agonismo e, nondimeno, il Palio nel suo complesso. E’ un evento culturale. E’ uno spettacolo, una rievocazione storica. Ritiene opportuno e positivo accentuare anche tale aspetto?
Il tono si fa rassicurante: «Quest’anno riusciremo a far emergere ed a far percepire questo aspetto con le nuove regole, mentre negli anni prossimi – 2008/2009 – io credo che dovremmo dare ancora di più in tale direzione: rinnovando/rivisitando la manifestazione, ma senza nulla togliere alla rievocazione storico-culturale del Palio.»
Ci lasciamo con la promessa di tornare a “disturbarlo” anche più avanti. Intendiamo seguire l’evoluzione di questa manifestazione e torneremo a chiedere: cosa sta facendo? A quale punto è arrivato il progetto di sviluppo culturale? Ed avremo molti altri quesiti che matureranno nel tempo.
Vainer Merighi risponde, semplicemente e cordialmente: «Io sono qui.»

15 febbraio 2007

OCCHIO PER OCCHIO=OCCHIACCE

...A VOLTE COME SI FA A NON.......(ricordo che siamo sul mio Blog personale) CONDIVIDERE

«Non vedrete mai i miei occhi sui manifesti con l'implorazione: fidatevi di me...»Il Resto del Carlino del 15/02/2007 ed. FERRARA p. III

«RASSICURO i ferraresi, non arriveremo ai manifesti con gli occhi del sindaco e l'implorazione: fidatevi di questi e non di quelli di qualcun altro...». Se a Giulio Barbieri di Io Amo Ferrara Sateriale riserva una frecciata scherzosa, con i promotori del referendum autogestito è più duro: «La partecipazione dei cittadini merita, ed avrà, rispetto e considerazione - afferma -; ma non si può mettere fra parentesi il metodo fuorviante della consultazione. Associare progetti industriali all'aumento delle malattie, com'è stato fatto, avrebbe spinto anche me a scrivere no grazie». Poi il sindaco bolla come «inesatte e distorte le schede: dire che gli impianti inquineranno più di quelli attuali è falso, e falsificare una domanda non è una bella prova di trasparenza». E più in generale il sindaco lamenta «altre informazioni non veritiere. Nessuno dice che a Ferrara sono già stati chiusi due inceneritori o che il futuro impianto di Hera opererà a temperature più basse del precedente. Tutti, dal comico genovese ai comitati, affermano che le nanoparticelle sono prodotte dalla combustione a temperature elevate». Malgrado ciò, Sateriale dice di non avere problemi ad incontrare i comitati se dagli ambientalisti partirà questa istanza: «Ho ricevuto le firme dei cittadini che mi chiedevano di non smantellare il Sant'Anna, e tra l'altro se mi avessero sottoposto quella petizione invece che 11 mila le adesioni sarebbero state... 11 mila e una perchè avrei firmato anche io; ho accettato le chiavi dei commercianti che protestavano per il piano del traffico, e di recente le lenzuola di Legambiente». Nemmeno l'imbarazzo di ritrovarsi come interlocutore l'ex city manager Valentino Tavolazzi, smanioso per molti di candidarsi a sindaco nel 2009? «E' anche vicepresidente di Medicina Democratica: cercherò solo di scansare la visita - chiude il sindaco -. So che è un ingegnere, non è che mi fidi troppo a stendermi sul lettino, benché sia tanto... democratico».s. l.

12 febbraio 2007

il mio pensiero

Ho volentieri pubblicato il fondo di Stefano perchè è innegabile che alcune cose giustissime le dice.
Però è anche vero che occorre fare alcune precisazioni.
Primo....99,99% ha detto no significa pochissimo!
Secondo....10.000 sono andati a votare significa moltissimo!
Terzo...i ferraresi rispondono sempre molto bene alle consultazioni qualunque siano, .........proprio perchè hanno sempre mostrato un grande senso civico.
Ma allora perchè quando votano chi li deve dirigere sbagliano?..o questo qualcuno pensa.....
E' naturale che qualche politico, o qualche schieramento politico oggi cavalchi il referendum. Sarebbe da stupidi non farlo!
Quindi cosa si deve dedurre da ciò che scrive Stefano "e' un caso che che le aule di consiglio comunale e provinciale siano sempre deserte?"...che è qui il vero schiaffo dell'11 febbraio.
A prescindere da come ognuno la pensa è il modo di come occorre affrontare il problema.
Non è con i palloncini colorati che si vince, non è con le paure che si vince, e non è neanche con la disinformazione.................che si perde!
In questi giorni ho un pò seguito il problema primo come cittadino e poi come padre e marito, in quanto quel senso civico tanto sbandierato di noi ferraresi mi impone. Inoltre si tenga conto che il problema l'ho anche vissuto in quanto tecnico industriale e quindi a conoscenza anche delle turbogas di Ravenna e Mantova, e quale idea mi sono fatto? che occorre battagliare nei posti giusti, dove veramente le parole possono avere un senso.
Dove veramente ti stanno ad ascoltare.
Caro Stefano non è demagogia quella che tu profili, e non è neanche solo soluzione che parte dal cuore. E' la verità......................ma per vincere occorre assolutamente togliersi qualunque colore da addosso e comprendere che il nostro futuro và analizzato sul concreto e non sulle rivalità personali o politiche.
Diamo atto che l'11 sia stata una data fondamentale per il discorso ecologico e che qualche mente si sia svegliata, bene armiamoci e partite....................................e finiamola di standardizzare ogni cosa e facciamo ognuno il proprio dovere...non solo il proprio interesse.
Quando ero appena uscito dall'Istituto Tecnico, mio padre mi disse di fare domanda alla MONTECATINI per andare a lavorare, non lo feci mai ........................eppure c'erano le credenziali di un premio Nobel!!!!!!! ora ci sono processi per morti "misteriose".
E pensare che sia il premio Nobel che il facchino lavoravano contenti.....................
Non è solo con un referendum che si risolvono le cose, valgono di più la DEMAGOGIA ED IL CUORE.

un pensiero di Stefano Lolli

Passione e semplicità, e se fosse questo l'Anno degli estensi?Il Resto del Carlino del 12/02/2007 ed. FERRARA p. 24

SAREBBE FACILE dire che il referendum anti turbogas batte le primarie del centrosinistra. E' invece più logico sommare le oltre 10 mila persone che si sono messe in coda per esprimere il parere su centrale e inceneritore, con le altre 4 mila che l'anno scorso avevano detto di volere Prodi premier. Non vanno dimenticate le altre 2 mila che, in un solo giorno, chiedevano di frenare l'«antennificio» sui tetti di Ferrara. Né le quasi 11 mila che pochi anni fa avevano firmato la petizione promossa da An per mantenere il Sant'Anna dov'è.Un pot pourri probabilmente bizzarro, se si considera che le iniziative hanno avuto promotori diversi, anche nella colorazione politica. Un po' meno se si guarda al fatto che di fronte a domande facili, comprensibili, la gente partecipa. Magari esprimendo il parere emotivamente più forte e istintivo, ma comunque affollandosi laddove ha l'idea, in qualche modo, di poter incidere.Ferrara è stata e resta una delle 'capitali' del voto nelle elezioni ufficiali: si conferma tale anche per una consultazione fai-da-te che probabilmente riveste anche connotati diversi dalla pura battaglia ambientalista, ma che ha avuto il pregio di suscitare passione. E' un caso che le aule di Consiglio comunale e provinciale siano sempre deserte? E' per fatalità che a riempire i dibattiti dei partiti debbano essere, spesso, precettati i simpatizzanti? Così il referendum autogestito consegna questo pungolo ad amministrazioni e partiti: l'obbligo di porsi e di proporre domande facili, e magari di ragionare su risposte comprensibili. Poi la capacità di riscoprire, sotto la cenere della paura per la salute o la sicurezza, il fuoco della passione.E se fosse questo il vero «Anno degli estensi»? Con la 'e' minuscola, i cittadini comuni che possono esprimere il proprio parere e persino essere ascoltati. A costo zero. Perchè il referendum fai-da-te è costato 3 mila euro. Con quei soldi, Luca Ronconi (un nome a caso tra i mega eventi in divenire) non fa nemmeno dire «bah» ai propri attori.Si dirà che è demagogia. Forse. Ma l'alternativa è sotto i nostri occhi. Blocchi del traffico del giovedì: i ferraresi tribolano per il disagio dell'orario no stop. La soluzione non parte dal cuore (diciamo così) delle persone normali ma dal cervello dei politici: con le 'Econavette' chi protesta è un boia o una spia. Bene, dopo due settimane uno dei due minibus è già stato abolito. A furor di... non popolo. E se Sateriale & C. avessero chiesto ai ferraresi come la pensavano, magari mettendosi loro con un banchetto sotto lo Scalone del Municipio? Sì, forse è proprio questo l'Anno degli estensi. Con la 'e' minuscola. s. l.